Il Tirreno

Versilia

«Vendere il teatro ai privati»

Donatella Francesconi
<b>ERA IL 2008.</b> Il taglio del nastro nell&#146;anno delle celebrazioni pucciniane A lato, l&#146;ex presidente Massimiliano Simoni
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ERA IL 2008. Il taglio del nastro nell’anno delle celebrazioni pucciniane A lato, l’ex presidente Massimiliano Simoni

Simoni: erano interessate personalità degli Emirati arabi

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 TORRE DEL LAGO. Vendere il Gran teatro "Giacomo Puccini", inaugurato in riva al lago solo nel 2008, ai privati. Magari riannodando quei fili che portano dritti ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati arabi uniti, dove l'ex presidente della Fondazione Festival pucciniano, Massimiliano Simoni aveva trovato «soggetti forti che si erano già esposti con un'operazione analoga con il Louvre», disponibili ad entrare nella Fondazione al 50% di fatto liberandola dal mutuo per la costruzione della struttura in riva al lago. «Una volta completata l'operazione - spiega Massimiliano Simoni (oggi vice coordinatore regionale di Fli, ndr) - la Fondazione dedicata a Giacomo Puccini avrebbe potuto avere un presidente operativo, esperto di mangement teatrale e culturale in grado di far davvero "volare" alto la Fondazione».  Dello stesso avviso è la senatrice del Pd, Manuela Granaiola. Che invoca, per il Festival pucciniano, un'appetibilità che attiri «l'attenzione di prestigiosi e forti investitori privati, che dovrebbero consentire prima di tutto l'estinzione dei debiti pregressi, condizione senza la quale è impossibile qualsiasi gestione decente e decorosa che tuteli i lavoratori, l'istituzione ed onori il nome di Puccini. L'epoca della gestione con finanze pubbliche - piaccia o non piaccia - sta volgendo al termine».  Non credo, aggiunge Simoni, «che ci sia un'alternativa. Oppure aspettiamo davvero le operazioni di fantascienza che propone Edoardo Rivola, e si è vista come è andata sulla vendita della Cittadella?».  Lettera al ministro. Intanto, ieri, il sindaco Lunardini ed il presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Paolo Spadaccini, hanno scritto al neo ministro per i beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Tra le numerose istanze che certamente dovrà esaminare - è il messaggio - chiediamo che possa essere compresa anche quella del Festival Puccini di Torre del Lago che giunge alla fine del 2011 con una situazione finanziaria grave da vedere compromessa la stagione 2012 che pure è già stata programmata. I nostri appelli e le nostre numerose richieste di incontro non hanno trovato, sino ad oggi, alcuna risposta». Il riferimento è alla gestione del ministero con il governo Berlusconi ed il ministro Galan. «Ci auguriamo, pertanto, che lei signor Ministro, voglia accogliere la richiesta di un appuntamento urgente che possa consentirci di esporre la difficile situazione della Fondazione, gravemente pregiudicata dalla mancata erogazione nel 2010 e nel 2011, dell'atteso contributo statale attraverso i finanziamenti Arcus, per 1 milione e 400mila euro. Voglia, signor ministro, comprendere che l'urgenza dell'incontro è motivata dalla necessità di conoscere il percorso che la Fondazione Festival Pucciniano deve intraprendere per guardare con ottimismo alla stagione 2012, senza mettere a rischio il lavoro di centinaia di persone impegnate nel Festival e l'importante indotto che la manifestazione genera per il comparto turistico». Confidando in un appuntamento «urgente», l'invito ad Ornaghi è a recarsi a Viareggio per incontrare sia il Comune che la Provincia e la Regione.

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