Finanza
Processo, il disagio della città
Donatella Francesconi
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Daniela Rombi alla cisterna che si è squarciata due anni fa Il sindaco Lunardini scrive al neo ministro Corrado Passera
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VIAREGGIO. La vicenda del perito del gip Silvestri, che ha ammesso in aula di essere pagato da Rfi, resta al centro del dopo incidente probatorio per la strage di Viareggio. Ed il sindaco ha scritto al ministro dei trasporti. «Signor ministro», scrive Luca Lunardini al neo ministro Corrado Passera, «sicuramente avrà avuto modo di seguire quanto accaduto la notte del 29 giugno 2009 a Viareggio, con il suo carico di vittime, di feriti gravi e gravissimi, di danni ingenti ad abitazioni ed imprese. La città intera ha cambiato volto, ha sofferto, ha partecipato al dolore ed al lutto delle trentadue famiglie cha hanno perso i propri congiunti e di coloro che hanno subito interventi e lunga ospedalizzazione, di coloro che hanno perso casa, lavoro, effetti personali. Il Governo la Regione, la Provincia, il Comune - ricorda il primo cittadino - hanno creato una rete di azioni condivise per il superamento dell'emergenza, prima, per la ricostruzione e la ripresa di normali condizioni di vita di tutti coloro che sono stati coinvolti nel disastro ferroviario. Un obiettivo di risposte materiali che con legittima soddisfazione, tutta la città va registrando». In questo contesto «di recuperata normalità», sottolinea Lunardini, «rimane l'attesa di un percorso giudiziario che individui i responsabili dell'accaduto. L'assoluto rispetto della separazione dei ruoli e la fiducia della magistratura che comporta il netto rifiuto di ogni forma di giustizialismo, non possono comunque esimermi da farmi portavoce del disagio che la comunità viareggina ha vissuto a fronte di quanto emerso durante il dibattimento processuale in merito alla notizia che il perito del gip, l'ingegnere Riccardo Licciardello, abbia ricevuto da Rfi dei compensi nell'ambito di un contratto stipulato tra Direzione generale dei trasporti ferroviari ed Rfi». Detto ciò, conclude la lettera del sindaco al ministro, «mi unisco a coloro che, istituzioni o privati cittadini, le hanno già scritto in proposito, affinché compatibilmente con le sue prerogative, lei possa porre attenzione ai fatti che le ho molto sinteticamente presentato». Nei giorni scorsi l'associazione "Il mondo che vorrei", nata per riunire i familiari delle vittime, aveva scritto alla Direzione generale del ministero dei trasporti e al ministro stesso. Ricevendo in risposta le accorate parole di Amedeo Fumero, capo dipartimento del ministero: una lettera alla presidente dell'associazione, Daniela Rombi, nella quale per la prima volta da due anni e mezzo una istituzioni (ed una importante come lo è il ministero dei trasporti) parla apertamente di «strage» per quello che è accaduto sui binari di Viareggio la maldetta notte del 29 giugno 2009. Nei prossimi giorni al ministero risponderanno i familiari delle vittime che hanno già ringraziato pubblicamente per i toni ed i contenuti della comunicazione inviata dal capo dipartimeno del dicastero del ministro Passera.
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