Mappa dei tetti in eternit per scoprire chi inquina
Marco Pomella
Il Comune crea un archivio. Rosi: «Sarà impossibile smaltire di frodo»
2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Rimuovere un tetto in eternit senza smaltire a norma di legge il pericoloso materiale presto non sarà più possibile. Il Comune infatti, a giorni, avrà per le mani una meticolosa mappatura di tutti i tetti in amianto del territorio. Da quel momento ogni mossa di cittadini e imprese sarà costantemente tenuta sotto controllo. I risultati dello studio commissionato dal Comune di Massarosa (dall'assessorato all'ambiente in particolare) all'Università di Pisa (dipartimento Scienza della Terra) saranno ufficializzati sabato prossimo in Municipio. A quel punto il Comune avrà un quadro preciso di quanti tetti in eternit sono presenti, e dove. A cosa servirà questa mappatura? Gli obiettivi sono diversi, come spiega l'assessore Damasco Rosi. «Prima di tutto - dice - avremo un quadro preciso e dettagliato dell'effettiva incidenza e presenza di questi tetti sul nostro territorio, visto che l'eternit è un materiale che, quando si degrada, può essere dannoso per la salute. Ma servirà anche ad un altro scopo. Se un domani una delle aziende, o uno dei cittadini, che risulta avere un tetto in eternit non dovesse più averlo perché l'ha rimosso, potremmo fare dei controlli a ritroso. Andare cioè dal cittadino o dall'impresa e fare ulteriori verifiche: chiedere ad esempio i necessari documenti per lo smaltimento». Questo dovrebbe evitare un triste fenomeno che riguarda Massarosa ma non solo: l'abbandono di lastre di amianto a ridosso dei cassonetti dei rifiuti o, peggio ancora, in aperta campagna e in zona bonifica. «Oltre ad un danno enorme per l'ambiente - spiega Rosi - rimuovere l'eternit dalle campagne ha per l'ente pubblico un costo enorme. In questo modo chi vorrà sostituire la copertura del tetto sa che noi sappiamo». Sulla stessa linea si muove il protocollo d'intesa siglato qualche mese fa dal Comune e dal Consorzio di industriali di Montramito. «C'è l'impegno da parte delle aziende - dice Rosi - di passare a coperture più salubri, magari sostituendo l'eternit con i pannelli fotovoltaici, in modo da ottenere un doppio vantaggio: meno inquinamento e risparmio energetico in bolletta». Molto dipenderà da quanto margine di manovra ci sarà nel bilancio 2012, ma in realtà il Comune avrebbe in mente anche, dal prossimo anno, di riservare un capitolo a parte per questi aspetti. Prevedere cioè degli incentivi per chi sostituisce il tetto in eternit. «Per ora siamo in fase di discussione, perché abbiamo evidenti problemi di bilancio - conclude l'assessore - ma sarebbe un altro importante passo in avanti per il rispetto dell'ambiente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google