Il Tirreno

Versilia

Il Tar salva il variantone di Mallegni

La Provincia perde la causa e sarà costretta a pagare le spese legali

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 PIETRASANTA. Contro quell'operazione urbanistica si erano scagliati un po' tutti: opposizioni consiliari - oggi al governo cittadino -, ambientalisti, privati. E soprattutto la Provincia. Nel mirino la presunta illegittimità di un atto definito improprio per le procedure e scellerato per il territorio.  Stiamo parlando del variantone, un insieme di progetti finalizzati all'edificazione di una serie di lotti - con annessa intesa fra privati e pubblico - chiamati ad anticipare il varo del piano strutturale. Variantone - che iniziò il suo percorso nel dicembre del 2001 per poi venire definitivamente approvato 6 anni dall'ex amministrazione Mallegni - contestato però, come detto, da vari soggetti, su tutti Italia Nostra e Provincia. Soggetti che però si sono visti respingere, in tempi diversi, il ricorso dal Tar. L'ultima sentenza, che riguarda proprio l'azione intentata dalla Provincia, risale al 17 novembre scorso: il Tar nella sostanza ha rigettato le accuse di mancata comunicazione e pubblicazione della variante. Tesi contrastate dall'amministrazione Mallegni - che le definì "inammissibili" - e appunto condivise dal Tar che ha condannato sempre la Provincia a pagare al Comune 3 mila euro di spese processuali. «Una sentenza che non mi sorprende e che serve a ribadire quanto noi sostenevamo: il variantone era un'opportunità per il territorio, lecita e rispettosa delle norme. Le troppe parole al vento, anche lesive, dette a contorno della sua approvazione, vengono oggi cancellate da una decisione che, ancora una volta, sottolinea la regolarità dell'azione da noi adottata» precisa Mallegni. Del resto fu lo stesso sindaco Domenico Lombardi, dai banchi dell' allora opposizione, a tuonare contro un provvedimento che, «consente la costruzione di 40 nuovi edifici su tutto il territorio - diceva - con un'utilità pubblica irrisoria e che finisce per svuotare il piano strutturale». In realtà oggi Lombardi, come tutto il resto del Comune, tira un sospiro di sollievo: se il Tar avesse accolto le tesi della Provincia sentenziando come irregolare lo strumento urbanistico e annullando di conseguenza tutte le varianti nel frattempo adottate, si sarebbero innescati contenziosi con i privati e azioni risarcitorie. «Da amministratori non possiamo che prendere atto della decisione del Tar e valutare l'impatto della sentenza sulla nostra attività comunale: a suo tempo, quando eravamo in minoranza, avevamo fatto presente le nostre perplessità, anche se nessuno di noi - spiega l'assessore Rossano Forassiepi - si era rivolto al Tar». Più duro nei confronti dell'attuale maggioranza, Alberto Giovannetti, Pdl. «Ma se per anni avevano fatto terrorismo psicologico ed intimidatorio sui consiglieri del centro-destra invitandoli a non votare il variantone pena una responsabilità finanziaria a cui avrebbero dovuto rispondere in un secondo tempo. Vogliamo forse dimenticare gli insulti e le accuse diffamatorie pronunciate in più sedi da chi oggi amministra? Noi le ricordiamo bene e le renderemo di nuovo note al momento opportuno. La verità è che l'amministrazione Mallegni non aveva affatto saccheggiato il territorio e questa sentenza del Tar lo conferma. Per Lombardi e compagnia è l'ennesima pessima figura». Fra le 14 varianti inserite nello strumento urbanistico e nel frattempo, in gran parte, già rese esecutive con interventi sul territorio, c'era anche l'accordo Comune-Asl a fronte della realizzazione di una serie di alloggi dalle parti dell'ex ospedale Lucchesi a vantaggio dell'azienda sanitaria, con l'ospedale diventato, nel frattempo, di proprietà del Comune e ancora il recupero edilizio dell'ex colonia Laveno sul viale Apua. L.B.

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