Sicurezza
«Basta promesse: ora vogliamo i fatti»
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In scena la protesta dei lavoratori del Pucciniano Sono trecento i posti di lavoro a rischio tra fissi e stagionali
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TORRE DEL LAGO. «Dopo lunghi mesi di attesa, molte promesse e rassicurazioni, i lavoratori dell'Orchestra del Festival Pucciniano, uniti ai lavoratori di tutti gli altri comparti della Fondazione, chiedono al sindaco e alla Giunta non più delle risposte, ma degli atti concreti e immediati». Atti «che salvino la Fondazione dal fallimento e il lavoro di circa 300 persone fra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali». Così scrive Stella Sorgente, rappresentante sindacale della Fistel Cisl orchestra Festival pucciniano. «Siamo stanchi di essere rassicurati a parole e vogliamo ricordare tutti i sacrifici che i lavoratori dell'orchestra hanno compiuto per aiutare a far quadrare il bilancio della Fondazione. Come rappresentanti sindacali abbiamo deciso di non ostacolare la politica del presidente Spadaccini che, appena insediato, decise di tagliare un titolo e alcune recite del cartellone 2011, per ridurre i costi delle produzioni. Fu una decisione che comportò un taglio delle serate in programma, quindi un taglio delle nostre giornate lavorative e della retribuzione. Accettammo questa misura con l'impegno e la speranza che, con la cifra risparmiata dalla Fondazione durante l'estate, si potesse incrementare lo scarso lavoro nei mesi invernali. A fine estate sono arrivati i bilanci positivi della stagione 2011, con un ottimo incasso di botteghino di circa 1 milione e mezzo di euro e una ovvia riduzione dei costi: un risultato virtuoso raggiunto anche grazie alla determinazione, al senso di responsabilità ed alla professionalità delle maestranze artistiche. Purtroppo non è arrivato l'incremento di lavoro atteso nella stagione invernale. Perché il Presidente, come tutti noi, attendeva che giungesse la certezza del contributo Arcus 2011 (visto che quello del 2010 non era arrivato..) prima di impegnarsi concretamente per l'orchestra». Nel frattempo - ricorda la rappresentante sindacale - «il buon incasso del botteghino è servito per pagare le buste paga dei dipendenti a tempo indeterminato e per sostenere le alte spese di gestione del nuovo teatro (inclusi i molti mutui accesi per la costruzione della struttura)». Il messaggio per il primo cittadino è chiaro: «Vogliamo che il sindaco Lunardini onori le parole che pronunciò durante l'incontro di fine estate con i lavoratori: "Non voglio essere ricordato come il sindaco del fallimento del Pucciniano". È arrivato il momento di dimostrare questa volontà: onori il suo impegno e chieda formalmente la collaborazione del presidente della Regione, Rossi e di quello della Provincia, Baccelli nel salvataggio del Festival».
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