Attenzione
Turismo. Lintroduzione della tassa di soggiorno contestata dal presidente degli hotel pietrasantini
«No alla imposta sugli alberghi»
Corrado Benzio
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Il lungomare di Marina di Pietrasanta Per Baldini altererebbe la concorrenza con gli altri comuni versiliesi
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PIETRASANTA. «Tassa di soggiorno? Più che altro, tassa sugli alberghi». Non ha dubbi Luca Baldini, presidente dell'Associazione albergatori critico sulla probabile introduzione della tassa di soggiorno a Pietrasanta. Introduzione su cui, come noto, si è detto invece possibilista il sindaco Domenico Lombardi. «Una vera tassa dovrebbe essere pagata da tutti coloro che soggiornano nel determinato Comune che la applica. In realtà niente viene chiesto a chi, per esempio, affitta una settimana un attico vista mare oppure meglio ancora una villa con piscina da 20 mila euro a stagione. Chi invece porta la famiglia una settimana in un due stelle è costretto a pagare questo balzello: tutto ciò, a mio avviso, è assurdo ed è per questo che la definisco una tassa sugli alberghi». «Premesso questo, il problema principale sollevato anche da Federalberghi Toscana, è che una tale tassa dovrebbe eventualmente essere applicata in maniera omogenea per macro-aree. La Versilia, - precisa Baldini - per lo meno i 4 comuni costieri, hanno la stessa tipologia turistica ed è impensabile che l'unico Comune ad applicarla sia proprio Pietrasanta. Ci immaginiamo cosa potrebbe significare avere le strutture di Marina di Pietrasanta in proporzione più care rispetto a quelle di Lido di Camaiore e Forte dei Marmi che non subirebbero questa tassa? Perderemmo in competitività e posso assicurare - afferma Baldini - che l'aumento dei prezzi dei nostri hotels comporterebbe inevitabilmente uno spostamento della domanda quanto meno verso le realtà limitrofe con un calo delle presenze a discapito non solo delle strutture ricettive, ma anche di tutte le attività collegate direttamente al turismo come stabilimenti balneari, ristoranti, bar, attività commerciali». A detta degli albergatori ci sarebbero conseguenze, negative, anche sul fronte della destagionalizzazione. «I titolari di attività si sforzano di mantenere aperte le proprie strutture anche nei mesi di bassa stagione come marzo, aprile, ottobre ad esempio, accettando di lavorare a tariffe che difficilmente coprono le spese pur di allungare una stagione sempre più breve, di assicurare un certo servizio alla propria clientela e di garantire anche un maggior numero di mesi lavorativi ai dipendenti. Con una tassa di soggiorno, che molto inciderebbe percentualmente sui nostri prezzi in bassa stagione, molti albergatori sarebbero costretti a tener chiuse le proprie attività nei suddetti mesi e questo significherebbe anche il licenziamento di tanti lavoratori. L'amministrazione comunale - ribadisce Baldini - deve incentivare l'arrivo dei turisti, non allontanarli. Più volte il sindaco Lombardi, trattandosi di una persona attenta e responsabile, ha fatto presente i problemi di bilancio del Comune e comprendiamo benissimo le sue preoccupazioni, ma anche gli altri comuni versiliesi hanno dovuto subire gli stessi tagli ai finanziamenti, ma non proporranno la tassa, come ribadito dal sindaco di Forte. Pietrasanta, prima di decidere, valuti quindi attentamente i rischi e le conseguenze collegate a questa tassazione».
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