Il Tirreno

Versilia

L’azienda. «Dopo l’assemblea di venerdì, ce lo aspettavamo»

Biomasse, primo stop

Donatella Francesconi
La sede di Sea risorse
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La sede di Sea risorse

Il consiglio comunale unito sospende il progetto di Sea

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 VIAREGGIO. Sospeso, all'unanimità, con voto del consiglio comunale di ieri sera. L'impianto a biomasse (brucia legna) che Sea risorse ha progettato di costruire a Bicchio entro fine 2012 subisce una battuta d'arresto. Dopo l'affollata assemblea di venerdì sera, dalla quale l'assessore all'ambiente Pastechi è uscito con le ossa rotte, e le 2.800 firme raccolte dai cittadini che si sono organizzati spontaneamente.  Il consiglio comunale ha infatti deciso di «sospendere l'installazione e contemporaneamente riprotare la decisione ad un approfondimento in sede di consiglio comunale con il coinvolgimento della commissione consiliare ambiente e territorio e con i dovuti contatti con Provincia e Regione». Quest'ultimo passaggio è stato chiesto, ed ottenuto, dal sindaco Lunardini.  La decisione è arrivata, si legge nella mozione approvata, «a fronte della discussione critica che si è aperta in città, considerato che intorno a questa discussione si sono organizzati i cittadini, ed in particolare gli abitanti di Cotone, Bicchio e Varignano, e che sono state raccolte in pochissimo tempo oltre 2mila firme». Ma la scelta è dovuta anche al fatto «che da più parti sono state espresse informate valutazioni circa i pericoli e l'inopportunità che un simile impianto venga collocato all'interno di una zona fortemente segnata da interventi che hanno stravolto tutti i criteri di apprezzabile abitabilità».  Dopo l'assemblea di venerdì - commenta l'amministratore delegato di Sea risorse, Francesco Garruto - «mi aspettavo che si arrivasse a questo». Certo, continua Garruto, «l'allungamento dei tempi crea un rallentamento alla esecuzione del progetto».  In realtà il problema di fondo è «il valore dei certiifcati verdi nel 2013: non possiamo sapere quale sarà», argomenta Garruto. Certificati verdi che sono titoli attribuiti, in base all'energia prodotta, per un periodo di 15 anni.  C'è poi, tutta aperta, la partita con la Provincia per l'autorizzazione alle emissioni dell'impianto a biomasse: «Allo stato attuale, per quanto riguarda il rilascio dell'autorizzazione, il parere vincolante è quello del Comune, già definitivo in conferenza dei servizi».  Si pone comunque, conclude Garruto, «un problema di sostenibilità economica, ipotizzando uno scenario in cui con l'impianto realizzato si vada a cadere nel 2013». Per quanto riguarda, invece, l'iter già avviato dalla Provincia per l'autorizzazione alle emissioni è facile prevedere che Palazzo Ducale «si attiverà di pari passo per una analoga sospensione».  

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