Finanza
Commercio, nuove chiusure
Donatella Francesconi
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ATTO DACCUSA. Alessandro Cerrai alla manifestazione Viareggio Viva di fine 2010 Cerrai (Confesercenti): Comune sordo e cieco
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VIAREGGIO. C'è il rischio di nuovo chiusure di attività commerciali da qui a pochi mesi. L'allarme arriva da Alessandro Cerrai, direttore di Confesercenti Versilia, che aggiunge: «Aspettiamo che passi il Natale, ma i segnali ci sono già tutti». Inevitabile la conclusione cui giunge Cerrai: «Questo avviene nella totale assenza di risposta dalla politica e dalle istituzioni. Alla domanda se c'è una consapevolezza della crisi diffusa in città, la mia risposta è netta: no». Suolo pubblico. Giudizio senza appello, quello di Cerrai, per chi amministra la città. «Lo dimostrano fatti come la decisione di raddoppiare la tassa per il suo pubblico alle attività che ne usufruiscono tutto l'anno. Una scelta che significa, inevitabilmente, anche ridurre l'occupazione. Se hai tavoli all'esterno avrai sicuramente bisogno di un cameriere. Ma se il Comune ti "strozza" con il raddoppio del dovuto, quel cameriere va a casa. Non c'è la consapevolezza che, per ogni impresa, la scelta dell'amministrazione comporta un esborso di 6/8mila euro l'anno in più. Un'ulteriore mazzata in cambio di nulla». Promesse disattese. Perché - continua Cerrai - l'amministrazione Lunardini governa ormai la città da oltre tre anni «e lo stato di Viareggio conferma ogni giorno il non mantenimento delle promesse fatte in campagna elettorale su arredo, decoro, pulizia. Non c'è stato alcun passo in avanti. Anzi, se possibile, se n'è fatto qualcuno indietro: e penso, per esempio, allo stato in cui sono lasciate le pinete». Piano delle funzioni. Il direttore di Confesercenti tocca, poi, il tasto delle scelte non condivise con categorie economiche e sociali «che sono i terminali della città». Si aprono i cosidetti "tavoli" di confronto, ma gli esiti non si vedono oppure, sottolinea Cerrai, sono contrari a quanto discusso: «Un esempio è il Piano della funzioni: dove è finito? Ne abbiamo ragionato per un anno, abbiamo esercitato una forte pressione perhé si arrivasse al blocco di aperture della media distribuzione e poi ce le ritroviamo a trionfare nel Regolamento urbanistico. Sul quale non c'è stato alcun confronto vero con la città. Perché la scelta è solo quella di provare a fare cassa, in fretta, proprio con gli interventi di nuovo insediamenti commerciali». Progetti Piuss. In questo quadro certo non confortante, continua Cerrai, «aleggia lo spettro dei lavori da realizzare con i finanziamenti Piuss. Sarebbe una sciagura perdere i contributi allo scadere di dicembre, termine per la proroga concessa dalla Regione. Una sciagura che non mancherebbe di avere conseguenze politiche sulla stessa amministrazione comunale...». Quale turismo. Dal commercio al turismo, la "musica" non cambia: «E neppure la latitanza di chi governa la città. Sul congressuale, per esempio, c'è una qualche consapevolezza che è necessario diversificare l'offerta perché Viareggio non vive con soli tre mesi l'anno di turismo? Mentre noi siamo ancora qui a pensarci, proprio a fine estate Rimini ha inuagurato il suo nuovo Centro congressi...». Quale futuro. Alla fine del lungo "j'accuse" la domanda è tutta per l'amministrazione al governo della città e per il sindaco che la guida: «Dopo tre anni e mezzo dalle elezioni che idea ha l'amministrazione Lunardini per il futuro della città?». Una domanda che ormai è sempre più diffusa, sottolinea Cerrai, anche tra impenditori e cittadini: «È fondamentale avviare un lavoro rapido, da subito, per mettere insieme due o tre tasselli su come si vuole la Viareggio del futuro. Per non restare, come si dice, al palo...».
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