Il Tirreno

Versilia

La cena dei 66 per la città Uniti la sera a tavola ma già divisi a colazione

Donatella Francesconi
La cena dei 66 per la città Uniti la sera a tavola ma già divisi a colazione

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 VIAREGGIO. Insieme a cena, divisi a colazione. Aria pesante all'indomani del pasto consumato al Centro congressi. Sessantasei commensali, imprenditori e professionisti, la dirigenza dell'Esperia calcio, il sindaco Lunardini che alla vigilia non veniva dato per certo. E quattro uomini e una culla, nel senso di chi rivendica la paternità dell'evento. «Riccardo Cima ha cavalcato questa cosa in modo personale»: è pesante l'accusa che arriva dal presidente del Lions Versilia, Paolo Vaglio. «L'iniziativa è nata sotto l'ombrellone», fa sentire la propria voce il sindaco Lunardini, «per dare una mano al Viareggio calcio. A promuoverla sono stati Paolo Vaglio, Ennio Bonomo, Massimo Rebecchi che me l'hanno proposta».  Tenere distinte le posizioni, è la richiesta che arriva da Paolo Vaglio, «perché Riccardo Cima non ha niente a che vedere con noi tre». E, soprattutto, niente avrebbe a vedere con Vaglio, Bonomo e Rebecchi il documento circolato dal titolo "Da Ponente a Levante, rilanciare Viareggio". «Giovedì sera - è la replica puntuale di Riccardo Cima - sono venuti a casa mia Paolo Vaglio, Ennio Bonomo, Massimo Rebecchi e Mirko Lippi che hanno avuto modo di vedere il documento».  Al centro del quale ci sono proprio i due progetti intorno ai quali si è stretto il gruppo di commensali: la Cittadella dello sport ed il Centro congressi riqualificato insieme all'area circostante attraverso lo strumento della Società di trasformazione urbana. «Quando Vaglio, Bonomo e Rebecchi mi hanno chiesto una mano per un'iniziativa per l'Esperia - spiega Cima - ho spiegato che solo con questo scopo sarebbe stato difficile mettere insieme il numero giusto di persone. A mio avviso era necessario legare questa azione ad uno sguardo più ampio sulla città». Città della quale - precisa il commercialista - «non ho nessuna intenzione di fare il sindaco. Così è chiaro e non se ne parla più...Il che non significa che non voglia dire la mia sul futuro di Viareggio».  A definire il clima a tavola è Vaglio: «Lavorare per far crescere Viareggio già da domani...Tanto che organizzeremo a breve un'altra cena».  Protagonisti. A proporre il resoconto della serata è invece Riccardo Cima. Partendo dalla fine della cena, le parole del professor Petrini che, citando Kennedy, ha detto: «Non pensate a quello che la città può fare per voi, ma fate voi qualcosa per la città».  Molto ascoltato il contributo portato da Marcello Lippi «che ha confermato - racconta Cima - quanto lo spirito di gruppo sia importante non solo nello sport ma anche nel rilancio della città». A Lippi è stato chiesto di fare il presidente della società "Cittadella dello sport": «Il mister ha risposto - continua Cima - che se il progetto è serio e si farà seriamente, lui ci sarà». «Ho bisogno della città», è stato il senso dell'intervento di Stefano Dinelli che è tornato a ripetere quanto sostiene da tempo: «Fuori da Viareggio siamo presi ad esempio e qui, invece, siamo criticati».  Risorgere con il turismo è la parola d'ordine portata da Cesare Lazzarini, imprenditore immobiliare. Che ha aggiunto «il tempo è tiranno, e gli altri ci superano». L'arma segreta di Stefano Varia, imprenditore nel settore edile, è credere nella forza dei progetti realizzati «con il partenariato pubblico-privato. Sindaco Lunardini dacci il via, e noi siamo pronti». Perché alla città «occorre un'amministrazione che decida». Lo stimolo - racconta Cima - è arrivato dall'ingegnere Andrea Biagiotti. Alla cui voce si è unita quella del professor Nicola Lattanzi: «Rilanciamo Viareggio: non accettiamo di essere cotti a fuoco lento come un rospo in una pentola d'acqua sopra un fornello che la riscalda».  Dalle fila del centrosinistra, la presenza di Stefano Maestrelli. Che ha invitato a tenere lo sguardo «su una strategia generale e non in un'opera pubblica isolata».

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di Redazione web