Sicurezza
Strage, tutti in piazza «Giustizia giusta per i nostri morti»
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IN CORTEO. Di nuovo in strada dopo un incidente probatorio che troppo amaro in bocca ha lasciato 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. L'appuntamento è per le 15,30 in Passeggiata, in piazza Margherita. Insieme ai familiari delle vittime della strage di Viareggio, contro la conclusione di un incidente probatorio che troppo amaro in bocca ha lasciato, e per dire no al lienziamento di Riccardo Antonini. «Vogliamo avere giustizia giusta», è il messaggio che arriva dalle Tartarughe lente, in memoria di Pulce e Scarburato e di tutti gli altri morti quella maledetta notte. La perizia dei tecnici del gip - scrivono i rappresentanti del motogruppo - appaiono «volutamente forzate. Senza poi contare che chi le ha eseguite ha interessi con Ferrovie». Un nome ed un cognome: Riccardo Licciardello, perito del gip, pagato da Rfi nell'ambito di un contratto con il ministero dei trasporti. Ed è proprio al neo ministro Corrado Passera che scrive l'associazione dei familiari delle vittime, "Il mondo che vorrei", per avere «chiarimenti sulla mancata replica della Direzione generale per il trasporto ferroviario circa il rapporto di lavoro tra l'ingegnere Licciardello e la stessa Direzione generale e sul ruolo del ministero nel procedimento penale relativo al disastro di Viareggio». I familari delle vittime, scrive la presidente dell'associazione, Daniela Rombi - non comprendono «il silenzio imbarazzante della Direzione generale per il trasporto ferroviario che nulla ha dichiarato riguardo alla vergognosa situazione venutasi a creare tra intrecci di pagamenti di Rfi, che è parte indagata nel processo, e l'ingegner Licciardello che avrebbe dovuto accertare la verità». Incomprensibile è anche «il silenzio per l'imbarazzante, quanto indiretto, salvacondotto che è stato garantito all'ingegner Licciardello per via di una copertura contrattuale ai limiti dell'impossibile». Al ministero e ai suoi organismi i familiari delle vittime chiedono «di dissociarsi dall'operato dell'ingegner Licciardello che non ha pensato bene di far presente al giudice Silvestri e soprattutto a noi tutti questi anormali rapporti contrattuali. Perché, se la forma permette un salvacondotto, la sostanza rimane sempre di vergogna». Al fianco dei familiari delle vittime e di Riccardo Antonini, ferroviere e consulente nell'incidente probatorio, licenziato dalla stessa Rfi che paga il perito del gip, si schiera l'Italia dei valori. Unica forze politica ad aver dato la sua adesione pubblica alla mnaifestazione di oggi. «Porteremo ancora una volta - scrive Lara Fiorini, coordinatrice provinciale - la nostra testimonianza e la nostra solidarietà ad Antonini, ai familiari delle vittime e alle associazioni che da più di due anno si battono affinché siano fatte piena luce e giustizia per una strage che ancora non vede responsabilità certe. Saremo in piazza per difendere la memoria delle 32 vittime, per gridare la nostra indignazione contro la prevaricazione subita da Antonini, per sostenere il diritto al lavoro che non può essere calpestato per interessi di parte».
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