Il Tirreno

Versilia

Scoperta una palestra abusiva

Gabriele Dini
L’edificio dove è stata costruita la palestra
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L’edificio dove è stata costruita la palestra

Fili elettrici in mezzo alla sala attrezzi e niente wc: i vigili la chiudono

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 QUERCETA. Quella palestra aveva aperto da pochi giorni. E aveva già diverse centinaia di iscritti (con persone che hanno pagato anche abbonamenti pluriennali). Il problema è che la struttura è stata realizzata senza permessi e non rispettando le norme sulla sicurezza. Così la Polizia municipale di Seravezza ha fatto chiudere i battenti alla nuova attività.  un controllo a sopresa di Polizia Municipale e Asl dopo alcuni esposti. E così una maxi palestra priva di autorizzazione e sprovvista dei requisiti necessari, ha dovuto chiudere i battenti.  Quando gli agenti della Municipale guidati dal vice-comandante Fabio Scollo sono arriuvati sul posto alle 9 del mattino, pensavano di trovare solo il personale.  Ma invece, nella palestra ritenuta abusiva, c'erano già diversi sportivi che si stavano allenando.  Sono bastati pochi minuti per capire che le segnalazioni arrivate al comando erano esatte.  Nel grande capannone (originariamente destinato ad uso artigianale-industriale) che si trova in via delle Ciocche, nella zona industriale compresa tra l'autostrada e il fiume Versilia, i vigili hanno trovato una situazione di grande pericolo. I locali, secondo gli autori del sopralluogo, si presentavano, gravemente carenti dei requisiti necessari, soprattutto sotto l'aspetto igienico sanitario.  Gli spogliatoi maschili e femminili erano separati solo da sottili divisori ed i servizi igienici, privi di docce, erano costituiti solo da wc chimici.  Sul pavimento, tra le attrezzature e quindi in zona frequentata dagli sportivi, erano presenti molti cavi elettrici, senza quindi rispetto dei minimi requisiti di sicurezza.  E' stata pertanto disposta la cessazione immediata dell'attività, oltre ad una sanzione amministrativa di oltre 2000 euro.  Una volta che si è diffusa la notizia dello stop all'attività della palestra, è sorta una legittima preoccupazione tra le numerose persone che avevano pagato anticipatamente.  Secondo i primi controlli pare che la palestra, che tra gli amministratori aveva anche persone molto note nel settore sportivo versiliese e di Massa (la responsabile legale era una giovane apuana), avesse addirittura oltre 600 iscritti, molti dei quali avrebbero già versato la quota annuale.  La palestra si era organizzata in circolo e quindi gli iscritti dovevano acquistare una tessera che li rendeva soci, come in un club.  La palestra potrà riprendere l'attività solo una volta ottenuto il necessario titolo abilitativo, provvedendo a mettersi in regola con gli interventi necessari, come previsto dalla disciplina regionale.  Sarà comunque fondamentale capire, come spiegano dal comando della Polizia Municipale, se sarà possibile concedere al circolo la possibilità di esercitare in quell'area che aveva una diversa destinazione urbanistica.

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