Italia
Strage, proroga per le indagini
Donatella Francesconi
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Alcuni familiari delle vittime della strage di due anni fa Domani pomeriggio manifestazione con arrivo alla stazione
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VIAREGGIO. Proroga delle indagini sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009: è la richiesta avanzata dalla Procura che tiene, come riferimento per il termine ultimo, il "calendario" della notifica di indagini ai 38 indagati. C'è ancora tempo, dunque, per macinare atti ed elementi di inchiesta che completino il più possibile un quadro che l'andamento dell'incidente probatorio ha agitato più che chiarito. Intanto avvocati e periti delle parti lese, familiari delle vittime e chi ha perso case e beni, sono al lavoro per mettere a punto una strategia d'azione comune. Insomma, la partita che la fine dell'incidente probatorio sembrava aver chiuso uno a zero per le Ferrovie, dimostra di essere ancora aperta. Nonostante le difficoltà di una perizia, quella dei tecnici del gip Silvestri, che ha lasciato più quesiti aperti di quelli a cui abbia dato le risposte imparziali che era chiamata a fornire. La manifestazione. Intanto, domani è il giorno della manifestazione. Alle 15,30 l'appuntamento è in piazza Margherita, in Passeggiata. Microfono aperto ed interventi, poi corteo fino alla stazione dove l'arrivo è previsto intorno alle 17. Interventi anche in questa occasione, così come è stato tante altre volte in questi due lunghissimi anni. Duro il giudizio su come è finito l'incidente probatorio nel volantino firmato da associazione dei familiari delle vittime "Il mondo che vorrei", dall'Assemblea 29 giugno, dal Comitato Avif: «Una pessima conclusione per i familiari delle vittime, per i superstiti, i sopravvissuti al disastro ferroviario e per la città di Viareggio». Pessima anche per la circostanza del perito Riccardo Licciardello che percepisce «una retribuzione da Rete ferroviaria italiana», come ammesso da lui stesso. Rfi, azienda del Gruppo Fs, che vede l'amministratore delegato ed alcuni dirigenti tra i 38 indagati. Di nuovo in piazza per la verità e la giustizia, ma anche contro il licenziamento di Riccardo Antonini, ferroviere e consulente di un familiare, prima, e della Filt-Cgil poi. Licenziamento che Rfi ha motivato - ricorda il volantino - per essersi «definitvamente compromesso il rapporto fiduciario» tra azienda e dipente. Un licenziamento - scrivono i promotori della manifestazione - «con il quale si è voluto negare il diritto di critica, di cronaca, di verità, di giustizia, di sicurezza rivendicato dai familiari delle vittime e dalla città di Viareggio». In questi mesi, conclude il volantino, «hanno usato un armamentario subdolo; intimidazioni, minacce, pressioni. Fino al licenziamento per stravolgere l'iter processuale che, ad oggi, li vede indagati. Consapevoli di chi e di cosa abbiamo di fronte dobbiamo essere più forti, uniti ed organizzati». Merci deraglia a Massa Ferrovie: non è nostra competenza MASSA. Il vagone di un treno merci è uscito dai binari ieri pomeriggio, in un tratto che - chiariscono le Ferrovie - non è di loro competenza, in piena zona industriale. Quella tratta, infatti, è utilizzata dalla imprese. L'incidente è avvenuto in un'area di manovra. E, proprio durante una manovra, infatti, il vagone avrebbe abbandonato i binari, rimanendo, però, in bilico. Non si è, quindi, rovesciato. Ancora da chiarire i motivi dell'incidente. In ogni caso il macchinista si è reso conto che qualcosa non andava e ha fermato il treno. Gli addetti sono immediatamente intervenuti ed hanno staccato il vagone dal convoglio. Staccati anche i due vagoni immediatamente successivi a quello uscito dai binari. Appositi locomotori sono arrivati sul posto per riportare sui binari il vagone.
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