Finanza
I cittadini scrivono al prefetto e minacciano blocchi stradali
Maltempo, Arni protesta
Matteo Tuccini
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ISOLATI. Cantieri sulla provinciale di Arni «Sempre isolati, qui serve un medico di guardia»
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ARNI. Non ne possono più di rimanere isolati e di rischiare la propria salute tutte le volte che - per colpa del maltempo - il Turrite allaga il ponte in località Tre fiumi. E così un gruppo di cittadini di Arni ha deciso di scrivere una lettera al prefetto di Lucca. Dove si chiede «un medico fisso di guardia nella frazione per i giorni degli allerta meteo, in modo da rispondere in maniera adeguata a tutte le emergenze che necessitano del 118». Ma non è tutto. Gionata Landi, uno degli animatori della protesta, spiega: «Vogliamo essere ascoltati. Siamo un paese di 200 anime, forse per qualcuno conteremo poco, ma abbiamo diritto anche noi di essere tutelati. Perciò, visto che Provincia e Comune di Stazzema sembrano fare orecchie da mercante, stiamo pensando a un blocco stradale». La protesta clamorosa è stata annunciata per domenica prossima. Landi è un esperto di emergenze, visto che ha alle spalle anni nella Croce Verde di Arni e ora opera al Soccorso alpino di Querceta. Assicura di capire benissimo l'esigenza di risparmiare dove si può. «Ma proprio perché sono uno del settore - dice - so quando mi prendono per il naso. E so che non ne possiamo più delle continue promesse di risistemare la viabilità ai Tre fiumi. Stiamo entrando nell'inverno e ci aspettiamo le solite difficoltà di ogni anno, non appena arrivano le piogge forti. L'allerta meteo c'è stato anche pochi giorni fa, e solo per un puro caso (i venti hanno spostato la perturbazione verso il Piemonte, ndr) non ci siamo ritrovati nei guai». Oltre al medico fisso, secondo Landi ci vorrebbe anche un mezzo anfibio di guardia per gli spostamenti. Alta Versilia in ebollizione. La protesta di Arni si inserisce in una preoccupazione generale dell'Alta Versilia sulla riorganizzazione del 118 (è stato tolto il medico di guardia nella notte alla Misericordia di Seravezza, sostituito dal servizio di automedica). I toni sono diversi, ma tutti temono peggioramenti della qualità del servizio, anche dovuti alle difficoltà che presenta il territorio. Ecco, ad esempio, cosa pensa Aminta Tomei del Comitato salvezza ospedale e territorio sanitario: «Togliere un servizio medico notturno non può essere considerato una riorganizzazione, ma taglio di un servizio - dice - qui si parla di attività utili per il territorio, che servono alle zone montane e periferiche a tutela delle necessità sanitarie dei cittadini più disagiati».
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