Il Tirreno

Versilia

Dazzi vende, ma non si arrende

Luca Basile
La pasticceria e bar Dazzi che cambia proprietà dopo 40 anni di attività
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La pasticceria e bar Dazzi che cambia proprietà dopo 40 anni di attività

«Con gli avvocati stiamo valutando una denuncia alla Procura»

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 PIETRASANTA. Nel gennaio del 1972 via Mazzini era un via-vai di auto, la domenica pomeriggio non c'era anima viva a giro, i negozi erano tutti con la saracinesca abbassata nel giorno di festa e la Piccola Atene era ben al di là dal venire. «Era una Pietrasanta più semplice, molto paesana, meno frequentata e poco internazionale o alla moda come oggi». Patrizia Dazzi titolare per 40 anni, insieme al marito Claudio, dell'omonima pasticceria di via Mazzini, riavvolge il nastro della memoria in punta di emozione: nei giorni scorsi ha infatti venduto la licenza di attività ad un'altra famiglia pietrasantina - che fa capo ad Amelia Palla, ndr - mentre il Comune si accinge a mettere all'asta l'immobile che ospita la stessa pasticceria.  «Questo negozio è la nostra vita: qui ho cresciuto le mie figlie ed e' sempre qui che abbiamo condiviso gioie e dolori. I clienti, in tutto questo tempo, sono stati la nostra famiglia, il nostro vissuto quotidiano. Ma adesso si chiude un capitolo: un po' per stanchezza e un po' perché con la decisione del Comune di vendere l'immobile la situazione è mutata rapidamente».  In effetti la decisione del Comune di Pietrasanta di cedere il palazzo all'angolo fra via Mazzini e la contratoia, sembra avere accellerato la decisione dei Dazzi di cedere la licenza di bar e pasticceria.  Un locale che era famoso anche perchè non chiudeva praticamente mai, tanto che questi giorni a serrande abbassate hanno stupito molto i residenti.  Sempre aperto con la domenica che si correva per comprare il pane o la focaccia fresca. Speriamo che la nuova gestione porti avanti questa tradizione.  «Ma devo ammettere - continua la signora - che sono molto amareggiata a livello personale dal comportamento tenuto dal sindaco Domenico Lombardi che ha deciso fra i tanti beni in dotazione all'ente, di mettere sul mercato solo questo palazzo. Amareggiata perché tutta questa vicenda poteva essere gestita diversamente e non credo che vendendo questo edificio si rimetteranno a posto le casse del Comune. Ad ogni modo, passata l'amarezza, decideremo con calma come muoverci, valutando, d'intesa con i nostri legali, se rivolgerci o meno alla Procura della Repubblica per un approfondimento di tutta la procedura».  Nel frattempo la mente torna agli anni di «Sergio Bernardini che era amico e cliente affettuoso, a Gina Lollobrigida che appena era in zona faceva un salto da noi, ai tanti premi ricevuti per il dolce al marzapane che prepara mio marito Claudio e che è un vanto - dice Patrizia Dazzi - penso, per Pietrasanta. Abbiamo fatto le bomboniere di nozze a chi oggi è nonno, e continuiamo a farle anche ai loro nipoti che si sposano. Vorrei ringraziare tutti i nostri clienti, uno ad uno e l'idea di non vederli più ogni giorno per il caffè o per una pasta (ma i Dazzi per un periodo daranno una mano alla nuova gestione che li sostituirà nello storico locale) mi fa stare male. Dopo 40 anni di attività di solito - continua la signora Patrizia una delle commercianti più note di Pietrasanta, e non solo - un'amministrazione comunale ti assegna un riconoscimento, un qualcosa che attesti il tuo ruolo nel contesto cittadino: a noi è andata diversamente, ci hanno dato un bel calcio nel sedere e tanti saluti. Ed è questo comportamento - finisce lo sfogo la signora Patrizia, da sempre dietro al banco - ad averci particolarmente rattristato».

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