Il Tirreno

Versilia

Biomasse, duemila no

Donatella Francesconi
La sede di Sea risorse e (a lato) il presidente David Marcucci (Pdl)
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La sede di Sea risorse e (a lato) il presidente David Marcucci (Pdl)

Assemblea cittadina contro l'impianto che brucerà legna

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 VIAREGGIO. Hanno firmato i cittadini di Bicchio, Cotone, Varignano: sono quasi 2mila le firme raccolte (e altre ne arriveranno) in calce alla petizione per dire no all'impianto a biomasse che Sea risorse intende costruire, entro fine 2012, in via Comparini. Domani sera l'appuntamento è al circolo "il Fienile", al Varignano, per l'assemblea cittadina convocata alle 21 dai residenti del Cotone che si sono organizzati coinvolgendo i tre quartieri.  Un'assemblea - spiegano i promotori - organizzata «per far conoscere a tutta Viareggio il progetto di inceneritore a biomasse. In considerazione del fatto che solo il 12 ottobre siamo venuti a sapere del progetto già bello e confezionato senza che questo fosse a conoscenza della commissione ambiente e del consiglio comunale».  L'azienda mista, pubblico-privata, ha infatti scelto di seguire la procedura di autorizzazione semplificata. Con la quale Sea risorse ha già ottenuto il via libera del Comune. Per l'impianto che sorgerà - sottolineano i residenti nella zona - «a 300 metri dalle scuole medie e materne e tra due zone residenziali, Bicchio-Varignano, e vicino alla già ambientalmente martoriata del Cotone».  Per Sea risorse, il cui presidente è David Marcucci (capogruppo del Pdl in consiglio provinciale), l'impianto non darà alcun problema: si tratta di bruciare legna, ha più volte dichiarato l'amministratore delegato Francesco Garruto. In base al progetto, approvato da tutti gli enti competenti, di pulizia e manutenzione delle pinete cittadine. L'energia ricavata sarà utilizzata per riscaldare serre e abitazioni della zona.  Dichiarazioni che non hanno convinto i cittadini: «Le rassicurazioni dei tecnici Sea - si legge nella lettera preparata per sindaco e Asl - sono sembrate assolutamente strumentali ad interessi privati (di pochi) e non pubblici». E poi - questa una delle domande che sarà portata all'assemblea di domani sera - «se davvero ci sono tanti benefici per la collettività, perché non si è proceduto a presentarlo ai rappresentanti dei cittadini, ossia al consiglio comunale e alla commissione ambiente? E perché non si procede ad una verifica ambientale più completa rispetto all'autorizzazione con procedura semplificata? Ancor più visto che tantissimi cittadini sono contrari all'impianto».  Ed ancora: «Come mai, mentre si è provveduto ad informare nel dettaglio la Confederazione agricoltori, non è stato fatto altrettanto con i cittadini?».  Al centrosinistra viareggino, diviso sul giudizio sull'impianto a biomasse, manda un segnale chiaro Alessandro Nasini, segretario del circolo Pd Varignano-Bicchio che si è espresso contro la collocazione scelta per l'impianto: «L'assemblea di domani sera - ricorda Nasini - è un grande momento democratico. Come lo è la raccolta di firme, avviata spontaneamente».  

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