Il Tirreno

Versilia

 VIAREGGIO. Telegramma per Ferrovie. Inviato ieri mattina all'amministratore ...

Donatella Francesconi

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 VIAREGGIO. Telegramma per Ferrovie. Inviato ieri mattina all'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, al suo omologo di Rfi, Michele Elia, e a chi ha firmato il licenziamento di Riccardo Antonini: «Proclamiamo la mobilitazione generale a partire da sabato 19 novembre con appuntamento alle 17 alla stazione». L'assemblea cittadina che lunedì sera ha affollato la sala della Croce Verde «chiede l'immediato reintegro di Riccardo Antonini nel proprio posto di lavoro». La mobilitazione, che vedrà momenti anche nazionali, «continuerà fino al ritiro del licenziamento». Firmato associazione "Il mondo che vorrei" e la città di Viareggio.  All'assemblea c'erano davvero tutti: i rappresentanti degli abitanti di via Ponchielli e via Porta Pietrasanta (comitati di via Ponchielli ed Avif), i familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009, partiti, sindacati, associazioni, cittadini, ferrovieri. Insieme perché resti alta l'attenzione sull'inchiesta e sull'iter giudiziario all'indomani di un incidente probatorio che si è concluso - ha detto il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, con una «soluzione che già era prevista». «Oggi - ha proseguito Baccelli - sono fermamente convinto: non è stata una fatalità, non è stato un incidente. Ci sono cause chiare e responsabilità che dovranno essere attribuite».  La strada sarà lunga e zeppa di ostacoli. Per questo Daniela Rombi, presidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime del disastro ferroviario, coglie l'occasione della sala affollata per dire forte e chiaro: «Lo so che in giro si dice anche "ma che vogliono...", "ormai, dopo due anni...". Ma contateci: noi finchè non vedremo conclusa bene questa storia zitti non ci staremo mai». L'esempio è quello della madri di Plaza de Majo: la dittatura militare che ha martoriato l'Argentina è ormai lontana ma loro non hanno smesso di cercare, uno per uno, figli e nipoti strappati alla vita o gettati in esistenze che negano le loro radici. «Così - assicura Rombi - noi familiari cercheremo, giorno dopo giorno, verità e giustizia».  Per l'amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, le parole sono di fuoco: «Confermo il mio giudizio - dice Baccelli -: si è dimostrato spietato fin dall'inizio». «Mauro Moretti ha dimostrato con Viareggio - è la senatrice del Pd Manuela Granaiola a parlare - un'arroganza che non possiamo far passare. Sono le Ferrovie stesse ad avere un problema con una persona che le porterà al massacro. So bene quanto sono invisa a Fs - conclude Granaiola -: mi sono stati mandati messaggi anche pesanti...».  Quando Riccardo Antonini sta per prendere la parola, la sala si alza in piedi e l'appaluso è lunghissimo, commovente: «Su Riccardo si sta consumando un'aggressione ai suoi doveri costituzionali. Cui Fs oppone un'arrogate condizione inibizione di questo diritto». È la voce di Giampaolo Mati, segretario generale della Cgil provinciale, che continua: «La verità è una necessità per un Paese democratico. Per questo la Cgil sarà parte civile nel processo e già lo siamo con la Filt. Noi chiediamo la verità e chiediamo che il processo lo accerti. Una verità che sappia riconoscere i responsabili e li punisca adeguatamente». La Cgil, è l'annuncio, sta organizzando uno sciopero provinciale entro i primi dieci giorni dicembre.

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di Redazione web