Il Tirreno

Versilia

Ridateci il vigile del mercato

Matteo Tuccini
<b>CRISI. </b>Un negozio nella zona del mercato che ha chiuso Secondo gli esercenti aumentano le serrande abbassate e i fondi sfitti in questa zona della citt&agrave;
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CRISI. Un negozio nella zona del mercato che ha chiuso Secondo gli esercenti aumentano le serrande abbassate e i fondi sfitti in questa zona della città

Esercenti esasperati: qui serve una presenza fissa

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 VIAREGGIO. «Rivogliamo il vigile del mercato». L'idea la lancia Giuliano Paterni, conosciuto titolare del negozio di calzature "Da Giuliano". E viene accolta subito da tutti (o quasi) i commercianti di piazza Cavour. Serve una presenza fissa, qualcuno che monitori il mercato in maniera più efficace rispetto ai passaggi - pur importanti - delle forze dell'ordine. Come avveniva fino a 20 anni fa, quando un agente sorvegliava la zona dall'ufficio del Comune che si affacciava proprio sulla piazza.  Perché la situazione, in questo antico cuore dello shopping cittadino, è ormai insopportabile. E la rissa tra cinesi avvenuta lunedì all'ora di pranzo è l'ennesimo coperchio saltato su una pentola a pressione.  «Qui la catena non si interrompe mai: furti, scippi, spaccio - dicono gli esercenti - E dopo arrivano le promesse, che nessuno mantiene». Si sentono abbandonati, come se di questa parte di città non importasse più niente a nessuno. Si sentono impotenti. «Basta guardare la telecamera là, sopra quell'edicola - indica Carmelo Donzella, che ha un chiosco con capi d'abbigliamento - non funziona. Anche se poi ci dicono che nemmeno le telecamere servono, quando avvengono i reati».  Da dietro i banconi del "Baretto" Luca Giovacchini è glaciale: «Peggio di così non si può - dice - io ringrazio i clienti che continuano a darmi fiducia, ma è dura andare avanti. Anche perché nessuno interviene».  La speranza di questi piccoli esercenti è riposta nel Piuss, il progetto di riqualificazione che vedrebbe ridisegnato il volto del mercato. «Perché se riusciamo a restituire un aspetto dignitoso a questa zona - spiega Giovacchini - anche tutto il degrado e la microcriminalità che si porta dietro saranno "scoraggiati". Certo che entro la fine dell'anno vorremmo avere notizie dall'amministrazione».  Già, il degrado. Tutti coloro che si avventurano tra i chioschi sanno bene a cosa ci si riferisce. Sporco, cattivi odori, muri scrostati ed edifici diroccati: difficile non accostare questo posto al peggio che Viareggio riesce a dare di sé. «Da viareggina mi vergogno - dice Cinzia Giuffria - a vedere com'è ridotta questa piazza. Una volta si parlava male del Varignano e si diceva che era il Bronx, ma io credo che gli abbiamo rubato la scena. Si vive e si lavora nella sporcizia, e quando arrivano i clienti faccio fatica a consigliar loro dove andare alla toilette, perché i wc pubblici qui accanto sono un immondezzaio. I barboni? Ce ne sono alcuni che dormono qui accanto al mio chiosco, cerco di conviverci: ma è dura, perché ogni volta devo pulire dove hanno dormito. Spero che qualcuno si renda conto dello schifo che è diventata piazza Cavour».  

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