Sicurezza
Sbarre e guardie per combattere la "guerra" del passo
Famiglia con una bambina e un'anziana disabile prigioniera a causa di un divieto
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PIETRASANTA. Oltre la sbarra che fa da muro invalicabile alle auto non autorizzate, con tanto di vigilante che controlla entrate ed uscite, la strada si inerpica fra curve strette per 700 metri. Siamo dalle parti di via Salesiani, eremo elegante della prima collina pietrasantina. «In famiglia siamo in sei, tre figlie, di cui una minorenne, mia moglie, il sottoscritto e poi mia madre, anziana e invalida al 100 per cento. Da questa mattina (ieri per chi legge, ndr) questa salita, se vogliamo raggiungere casa, dobbiamo farcela a piedi. Così ha stabilito un giudice che ci ha negato il diritto di passo su istanza di un privato, anche lui con casa in zona. E il nostro quotidiano, da questa sentenza, ne esce sconvolto». Riccardo Marcucci, operaio, non sa se ridere o piangere. «Mi sembra tutto così assurdo: abitiamo in questa casa dal 1987 e da oltre 20 anni siamo in conflitto con chi non ci vuole vedere riconosciuto un diritto che riteniamo acquisito». Di tutt'altra opinione il giudice del tribunale di Viareggio che, nell'aprile scorso, dopo le perizie del caso, ha infatti concesso il solo passaggio pedonale a 3 famiglie - fra queste i Marcucci. con alloggio lungo quella stessa strada privata. «Ma i più penalizzati siamo noi, visto che qui abbiamo la residenza e qui viviamo. E non dimentichiamo che siamo solo al primo grado di giudizio - per una causa partita nel 2002 - che non dovrebbe quindi tradursi in una disposizione esecutiva. E invece ecco che ci ritroviamo con la sbarra abbassata che impedisce il passaggio dei mezzi. Mia madre - continua Riccardo Marcucci - la posso muovere solo ricorrendo ad carrozzina: come faccio a farla salire e scendere in questo modo per 700 metri? E se ci fosse un'emergenza? Abbiamo due auto: una, fortunatamente, è rimasta sulla strada pubblica ed è con questa che ci muoviamo per andare al lavoro, portare la figlia a scuola, fare la spesa e via dicendo. L'altra macchina e all'interno della proprietà e non può oltrepassare la sbarra, così come lo scooter di nostra figlia. Mezzi che siamo costretti ad utilizzare, sempre lungo questa stessa salita, come una sorta di navetta di collegamento con casa». In realtà sempre la sentenza indica, come utilizzabile, per entrare e uscire dalla proprietà, un secondo percorso, quello che si collega al non proprio adiacente Borgo di Barbasciutta. «Ma anche in questo caso dovremmo lasciare l'auto in una sede, distante da casa, circa 500 metri. E comunque, sempre da questo parcheggio, bisogna passare attraverso bosco e sentieri, molto disagevoli, per raggiungere la nostra abitazione. Non è normale una soluzione di questo genere. Per questo - ribadisce Marcucci - abbiamo chiesto l'intervento del Sindaco ed un sopralluogo - effettuato sempre ieri mattina (ndr) - da parte dei vigili. Ci attendiamo una risposta che tenga conto della nostra situazione». L.B.
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