Il dolore
Urbanistica, le case nascoste
Donatella Francesconi
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Protesta contro il regolamento Il Pd attacca sul nuovo regolamento: molto più di mille alloggi
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VIAREGGIO. Ben più di mille nuovi alloggi: il Partito democratico va alla caccia delle case che il provvedimento tra le mani dell'amministrazione Lunardini in realtà nasconderebbe. E chiede di fare chiarezza in un'interrogazione presentata da tutto il gruppo consiliare. Alla quale allega un corposo documento-analisi del nuovo Regolamento urbanistico che il sindaco Lunardini intende portare in consiglio comunale anche senza aver acquisito il parere (obbligatorio ma non vincolante) della commissione consiliare "ambiente e territorio". Non sono compresi nei calcoli del dimensionamento (i mille alloggi) - sostiene il Pd - le case in più che deriveranno dagli interventi di ristrutturazione edilizia degli edifici residenziali classificati in zona A (centrale); quello che comportano il cambio d'uso di residenza di edifici che avevano un altro uso e si trovano nelle zone B; gli interventi, che lo stesso Regolamento urbanistico, ammette di frazionamento delle unità immobiliari residenziali in tutte le zone "B"; gli interventi di nuova edificazione ammessi sui lotti minimi di dimensioni non inferiori a 400 metri quadrati; quelli, ammessi dal Regolamento urbanistico, che comportano il mutamento di destinazione d'uso (in residenziale) degli edifici a destinazione agricola. A tutto questo vanno aggiunte - sono i conti proposti dal Pd - le unità abitative che deriveranno dalla possibilità di ridurre la dimensione minima degli alloggi (da 65 a 45 metri quadrati) per gli interventi edilizi che abbiano un numero di alloggi uguale o superiore a dieci. Il risultato finale - questa la contestazione del Pd - «è il palese sforamento de del dimensionamento rispetto a quello ammesso dal Piano strutturale». Per questo, ed altri motivi, che l'analisi del Pd contiene, «la proposta di Regolamento urbanistico è nei fatti ancora non considerabile, né tantomeno adottabile, per la mancanza di contenuti essenziali e sostanziali che devono tipicamente caratterizzare i documenti e le certificazioni previsti dalla legge». Il Pd - spiega il capogruppo Antonio Batistini - contesta anche «l'assenza di un reale processo di partecipazione e comunicazione». I consiglieri comunali, inoltre, «non sono posti nelle giuste condizioni di serenità e di responsabilità, in riferimento agli obblighi di legge che il Comune deve assicurare». A cominciare dal pressing sulla commissione e sui suoi membri che ha esercitato la lettera del sindaco, con l'indicazione della data in cui il Regolamento deve essere comunque portato in consiglio comunale.
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