Sicurezza
Cambia l'Irpef, si paga di meno
Matteo Tuccini
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PROTESTA. A sx, il municipio. Sopra, una protesta anti-tasse Da ricalcolare le aliquote in base al reddito. Dubbi tra i Comuni
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VIAREGGIO. Cambia l'Irpef e sui Comuni piomba un bel rompicapo. Un articolo della seconda manovra economica del Governo - quella di fine agosto - impone l'applicazione dell'addizionale secondo scaglioni di reddito. L'Irpef, insomma, deve essere applicata con aliquote progressive, fino a un limite massimo di 0,8%. In sostanza, chi guadagna meno deve pagare meno (alleluia). Ora: secondo una risposta fornita dal ministero dell'Economia a un Comune del nord, la novità vale solo per chi ha già introdotto almeno due aliquote, e non per i Comuni che ne hanno una sola. Se così fosse Viareggio, Camaiore e Forte dei Marmi, dove l'Irpef viene versata da tutti nello stesso modo, sarebbero esentati da questa rivoluzione. Ma non è la stessa opinione di altri esperti. Il rischio dei ricorsi. Ecco, ad esempio, cosa pensa l'assessore alle finanze di Pietrasanta Daniela Ferrieri: «Tutti i Comuni dovranno introdurre aliquote progressive per reddito. È l'articolo 53 della Costituzione che lo prevede». E se qualche contribuente si mette in testa di fare ricorso contro l'aliquota unica, chissà cosa succede. Perché se fino ad oggi ho versato l'imposta in un certo modo, posso benissimo appellarmi alla Costituzione. Uno sconto per i viareggini? Questo significa che a Viareggio - dove si applica lo 0,8% - l'addizionale Irpef richiesta ai cittadini dovrebbe essere ridotta. Perché se il limite massimo è proprio dello 0,8, è inevitabile che si dovrà scendere. Mentre a Camaiore e a Forte dei Marmi, dove l'Irpef è allo 0,2%, arriverebbe un'autentica stangata, visto che si può solo salire. Peccato che tra pochi mesi ci siano le elezioni... E comunque, spiegano dall'ufficio tributi di Camaiore, «l'indicazione dell'amministrazione è di rimanere allo 0,2% per tutti anche nel prossimo bilancio». Chi si sta già adeguando. Per Pietrasanta, Massarosa, Seravezza e Stazzema, invece, il cambiamento è già in corso. Questi Comuni hanno stabilito scaglioni di reddito diversi l'uno dall'altro, e perciò dovranno adeguarsi a quelli nazionali. Che sono: da 0 a 15mila euro, da 15mila a 28mila, da 28mila a 55mila, da 55mila a 75mila, oltre 75mila. L'assessore Ferrieri spiega che nella piccola Atene, dove si paga l'Irpef dallo 0,5% allo 0,8% in base al reddito, «i nostri uffici sono al lavoro per la modifica degli scaglioni. Le aliquote, che decideremo comunque noi, potrebbero anche non essere modificate. Incasseremo di più o meno? Non lo so, bisogna capire come cambierà la mappa di chi versa l'imposta». Anche a Seravezza, dove si è introdotta una soglia di esenzione fino a 12.500 euro di reddito con l'Irpef allo 0,65% da lì in poi, si cambierà regime. «Stiamo inserendo questa novità nell'elaborazione del bilancio di previsione - dice Mara Tarabella, consigliere delegato al bilancio - lasceremo la fascia di esenzione e introdurremo le aliquote progressive». Lo stesso succederà, inevitabilmente, a Massarosa (oggi si paga lo 0,5% fino a 18.150 euro e lo 0,6% da 18.150 in poi) e Stazzema (0 fino a 16mila euro, 0,4% tra 16mila e 22.300, 0,5% oltre 22.300). Ammesso che nel frattempo, oltre al Governo, non cambi qualcos'altro.
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