Il Tirreno

Versilia

Una targa per Nevio

Franco A. Calotti
<b>MITO.</b> Nevio Franceschi
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MITO. Nevio Franceschi

Lo storico patron della Capannina ricordato a cento anni dalla nascita

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 FORTE. Una targa per ricordare i cento anni di Nevio Franceschi. È quella che sarà scoperta stamani in centro al Forte.  L'iniziativa è di Vasco Franceschi e di un gruppo di amici dell'inimitabile patron della Capannina che alle 11 si ritroveranno al caffè "Principe" per una breve cerimonia a cui interverranno i familiari e il poeta Raffaello Bertoli, e poi si trasferiranno nella vicina via IV Novembre dove verrà scoperta la lapide.  Classe 1911, Nevio Franceschi resse per ben cinque lustri, le sortì della Capannina, tempio, unico e inimitabile, delle notti versiliesi. Dopo una gioventù brillante e avventurosa «prese il timone della Capannina nel 1939, alla morte del padre Achille - come scrive nel suo Almanacco, lo storico e in questi casi anche testimone oculare, Giorgio Giannelli - e per trentacinque anni ne è stato l'anima e il despota. Riaperta La Capannina subito dopo la liberazione dette al locale una dimensione planetaria, sognando il casinò e un campo da golf. Grande amico di Gianni Agnelli, - prosegue Giannelli - tra i suoi clienti Pirelli, Marzotto, Barilla, Pesenti, Rizzoli, eredi dei grandi imprenditori presenti al tempo di suo padre. Ha portato sulla scena artisti come Bruno Quirinetta, Charles Trenet, Gilbert Becaud, i Platters, Maurice Chevalier, Ray Sugar Robinson, Armando Trovaioli, Nini Rosso, Paul Anka, Edith Piaf».  Padrone delle notti versiliesi, quando scomparve, nel 1976, sempre Giannelli, affiancandolo nel paragone ad un altro grande organizzatore delle notti della Versilia, scrisse che «Nevio era Bartali, Sergio Bernardini era Coppi: due stili diversi».  E a chi gli chiedeva conto delle sue memorie lo stesso Nevio replicava: «Ho impedito persino alla televisione di mettere piede in vent'anni nel mio locale, ho spaccato il telefono tanto tempo fa per conservare l'intimità degli ospiti. Dovrei tradirli vivi o morti che siano, spiattellando adesso ogni cosa?».  In anni in cui politici e imprenditori non vedono l'ora di farsi fotografare a fianco di tanti vip (più presunti che tali), si capisce bene perché Nevio Franceschi fu davvero un inimitabile maestro.

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