Sicurezza
Il caso. Riccardo Licciardello ha un contratto per il dicastero dei trasporti pagato da Rfi
«Strage, il ministero rompa il silenzio»
L'associazione dei familiari: dissociatevi dall'operato del perito del gip
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Non comprendiamo il silenzio imbarazzante della Direzione generale per il trasporto ferroviario»: così l'associazione "Il mondo che vorrei" scrive all'ingegenere Amedeo Fumero, presso il ministero dei trasporti. Lo stesso che ha sotto contratto il perito del gip, nell'incidente probatorio per la strage di Viareggio. Contratto pagato da Rete ferroviaria italiana, come emerso in aula. Il caso sollevato dall'associazione, per bocca della presidente Daniela Rombi, è ancora quello del perito del giudice Silvestri: Riccardo Licciardello ha ammesso, sotto le domande incalzanti di due pm e dello stesso giudice, di essere pagato da Rfi. Quattromila euro per tre mesi, contratto ancora in essere. Cifra che si va a sommare ai 21mila percepiti nel 2009. Una condizione che il pubblico ministero Salvatore Giannino ha sollevato in aula nell'ultimo giorno di udienza dell'incidente probatorio. E che Riccardo Licciardello ha negato, come si legge nei verbali di quella udienza, per tre lunghe pagine. Al termine della quali - ricorda Rombi nella lettera al ministero - il gip Silvestri ha decretato che «il credito vantato attualmente dall'ingegnere Licciardello nei confronti di Rfi non sottostà ad un rapporto diretto tra lo stesso e la società, ma ad un decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti». Ritenendo, si legge ancora, «che tale quadro contrattaule non implichi una situazione di sudditanza psicologica del perito nei confronti di Rfi, condizione da ritenersi necessaria in via interpretativa per l'applicazione delle cause di estensione di cui all'erticolo 88, lettera a) del codice di procedura penale». Non si comprende, scrive ancora Rombi, «il silenzio della vostra direzione e del ministero delle infrastrutture e dei trasporti che, fino a prova contraria, rappresenta gli interessi primariamente della sicurezza del trasporto ferroviario e di tutti i cittadini che ne usufruiscono o ne muoiono, quando questa è precaria, anche stando chiusi nei loro appartamenti. Non comprendiamo questo vostro silenzio per l'imbarazzante, quanto indiretto, salvacondotto che è stato garantito all'ingegnere Licciardello per via di una copertura contrattuale ai limiti dell'impossibile». L'assemblea "Il mondo che vorrei" chiede a Fumero e a tutta la Direzione generale per il trasporto ferroviario di «rompere il silenzio» e «dissociarsi dall'operato dell'ingegnere Licciardello che non ha pensato bene di fare presente al giudice, e soprattutto a noi tutti, questi anormali rapporti contrattuali. Perché, se la forma permette un salvacondotto, la sostanz arimane sempre di vergogna. I nostri figli, i nostri padri, le nostre sorelle non torneranno più: lo sappiamo. Ma vorremmo piangerli con la pace nel cuore di aver donato loro un poco di giustizia e la certezza che la loro morte non sia stata vana». L'appello è di quelli che non può restare inascoltato: «Ci è stata tolta la vita, non toglieteci anche questa speranza. La speranza che ci siano ancora uomini con coscienza, dignità, pronti a rispondere per le loro responsabilità e non a mentire sempre e comunque, coprendosi di vergogna, per bassi scopi di interese e di potere». L'assemblea. Dell'incidente probatorio e del licenziamento di Riccardo Antonini, ferroviere e consulente della Cgil nella vicenda giudiziaria per la strage di Viareggio, si parlerà lunedì sera alla Croce Verde nell'assemblea-dibattito organizzata alla Croce Verde per le 21. «Consapevoli di chi e di cosa abbiamo di fronte - scrivono "Il mondo che vorrei", il Comitato "Avif" e l'Assemblea 29 giugno - dobbiamo essere più forti ed organizzati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
