Finanza
Il museo della strage non chiuderà
Luca Cinotti
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Citazioni, gigantografie e documenti: l’interno del museoIl Governo taglia i contributi, Rossi si scusa e ha garantito che pareggerà i conti in tempi brevi
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STAZZEMA. La grande paura è durata, minuto più minuto meno, ventiquattr'ore. Il tempo per passare dallo sconforto per il mancato arrivo dei soldi dal Governo al Parco della pace di Sant'Anna di Stazzema (che avrebbero significato la chiusura del museo) al sollievo per l'intervento della Regione.
Ieri mattina è stato il governatore in persona a salire in questo angolo di Versilia per portare la sua solidarietà, e non solo: Enrico Rossi ha garantito che la Regione sopperirà in tempi brevi (probabilmente già lunedì prossimo) al mancato finanziamento dello Stato.
Conti alla mano, si tratta di due annualità (2010 e 2011) da 50mila euro l'una. Soldi che servono come il pane per mandare avanti una struttura che certifica, ogni anno, cinquantamila visitatori, in gran parte scolaresche. La Regione, dunque, fornirà una "una tantum" che andrà ad aggiungersi al contributo ordinario di 135mila euro ogni anno.
«È un dovere istituzionale - ha spiegato Rossi - riparare a questa offesa verso la memoria, le vittime e i superstiti e lo faremo con un contributo che consentirà al museo di restare aperto. Sono qui a Sant'Anna assumendomi la responsabilità di chiedere scusa a nome della Repubblica Italiana, certo di interpretare il sentimento di gran parte dei cittadini».
La polemica sulla memoria dell'eccidio che, il 12 agosto del 1944, portò alla morte di 560 persone per mano delle Ss, assume inevitabilmente anche coloriture politiche.
Perché, come ha notato nella sua interrogazione la deputata del Partito democratico Raffaella Mariani, dopo l'approvazione della legge istitutiva del 2000, il contributo non è stato erogato dal 2001 al 2006: le date di inizio e fine del secondo governo Berlusconi. Le somme vennero poi recuperate a partire dal 2007 e l'erogazione da quall'anno fino al 2009 fu regolare. Ora - sempre con un governo di centrodestra - il nuovo stop. Il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro ha specificato che non ci saranno soldi, per il Parco della pace, fino al 2013. E che, se si vuole avere soldi, è necessaria una nuova legge.
Parole respinte al mittente dal sindaco di Stazzema Michele Silicani. Che ha messo in piedi un altro strumento per garantire la sopravvivenza del museo per i prossimi anni: «Abbiamo deciso di dare il via a una sottoscrizione popolare per invitare i cittadini che vorranno a sostenere il parco della pace».
Le coordinate bancarie per contribuire sono quelle del conto corrente IT 06L0872670 250000000730185, dell'agenzia di Pontestazzemese della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana, con causale "Salviamo il parco nazionale della pace di Sant'Anna di Stazzema".
Il futuro a medio termine, poi, sarà quello della trasformazione del Parco in Fondazione. Un passaggio che comporterà spese in più (come lo stipendio del direttore) ma che potrà anche permettere di avere un accesso semplificato alle contribuzioni che potranno arrivare da enti, banche e sponsor. O, almeno, così si spera fra queste montagne.
Ieri mattina è stato il governatore in persona a salire in questo angolo di Versilia per portare la sua solidarietà, e non solo: Enrico Rossi ha garantito che la Regione sopperirà in tempi brevi (probabilmente già lunedì prossimo) al mancato finanziamento dello Stato.
Conti alla mano, si tratta di due annualità (2010 e 2011) da 50mila euro l'una. Soldi che servono come il pane per mandare avanti una struttura che certifica, ogni anno, cinquantamila visitatori, in gran parte scolaresche. La Regione, dunque, fornirà una "una tantum" che andrà ad aggiungersi al contributo ordinario di 135mila euro ogni anno.
«È un dovere istituzionale - ha spiegato Rossi - riparare a questa offesa verso la memoria, le vittime e i superstiti e lo faremo con un contributo che consentirà al museo di restare aperto. Sono qui a Sant'Anna assumendomi la responsabilità di chiedere scusa a nome della Repubblica Italiana, certo di interpretare il sentimento di gran parte dei cittadini».
La polemica sulla memoria dell'eccidio che, il 12 agosto del 1944, portò alla morte di 560 persone per mano delle Ss, assume inevitabilmente anche coloriture politiche.
Perché, come ha notato nella sua interrogazione la deputata del Partito democratico Raffaella Mariani, dopo l'approvazione della legge istitutiva del 2000, il contributo non è stato erogato dal 2001 al 2006: le date di inizio e fine del secondo governo Berlusconi. Le somme vennero poi recuperate a partire dal 2007 e l'erogazione da quall'anno fino al 2009 fu regolare. Ora - sempre con un governo di centrodestra - il nuovo stop. Il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro ha specificato che non ci saranno soldi, per il Parco della pace, fino al 2013. E che, se si vuole avere soldi, è necessaria una nuova legge.
Parole respinte al mittente dal sindaco di Stazzema Michele Silicani. Che ha messo in piedi un altro strumento per garantire la sopravvivenza del museo per i prossimi anni: «Abbiamo deciso di dare il via a una sottoscrizione popolare per invitare i cittadini che vorranno a sostenere il parco della pace».
Le coordinate bancarie per contribuire sono quelle del conto corrente IT 06L0872670 250000000730185, dell'agenzia di Pontestazzemese della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana, con causale "Salviamo il parco nazionale della pace di Sant'Anna di Stazzema".
Il futuro a medio termine, poi, sarà quello della trasformazione del Parco in Fondazione. Un passaggio che comporterà spese in più (come lo stipendio del direttore) ma che potrà anche permettere di avere un accesso semplificato alle contribuzioni che potranno arrivare da enti, banche e sponsor. O, almeno, così si spera fra queste montagne.
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