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VIAREGGIO. «Ci siamo dovuti sentir dire anche che le prove fatte con l'elaborazione Cad ...
Donatella Francesconi
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VIAREGGIO. «Ci siamo dovuti sentir dire anche che le prove fatte con l'elaborazione Cad sono meno attendibili di un esame a occhio... Presidente, esame ad occhio! Qui stiamo parlando delle morte di 32 persone!». Pagina 151 dei verbali ufficiali dell'incidente probatorio. Parla il pm, Giuseppe Amodeo. Che "sbriciola" perizia e comportamento in aula di Dario Vangi e Riccardo Licciardello, i due periti del giudice per le indagini preliminari, Simone Silvestri. La posizione del giudice. Ma, come noto, la decisione finale del gip non andrà in questa direzione. Silvestri, ascoltate le parti, prenderà una strada che è opposta a quella sperata dall'accusa. Il giudice dirà che i tecnici «hanno spiegato diligentemente nella relazione e nel corso dell'esame la procedura usata». La perizia, a suo parere, non è contestabile. I verbali. Dai verbali emerge, o riemerge in forma testuale, il primo, serratissimo round giudiziario che riguarda la strage di Viareggio. Per la procura «stiamo parlando del fatto che la diligenza che sarebbe stata necessaria nell'attività peritale avrebbe comportato lo spaccare l'ultimo capello in quattro. È possibile ritenere che questo tipo di lavoro sia conforme al canone della diligenza, di fronte al campionario agghiacciante di "non l'ho valutato", "non l'ho detto", "non l'ho considerato", "ho fatto dei calcoli che poi non sono stati allegati"?». Le contestazioni. A Vangi e Licciardello Amodeo contesta l'intera procedura seguita per arrivare alla conclusioni della perizia, per cui a squarciare la cisterna carica di Gpl sarebbe stata un pezzo dello scambio (piegata a zampa di lepre). «Quale scientificità c'è stata nel posizionare il simulacro (il plastico, ndr) della zampa di lepre, oppure quello del picchetto, lungo la fessura nella cisterna? Quale allineamento scientifico?». E non solo. Nell'esaminare il truciolo di metallo trovato all'interno del bombolone - sottolinea Amodeo - «il pezzo ha una lunghezza variabile e si è presa soltanto la larghezza che era compatibile con quella della zampa di lepre». La perizia che arriverà nelle mani del giudice per l'udienza preliminare è definita «chiaramente lacunosa» nelle parole della Procura. «Non c'è stata data una risposta alle contestazioni che il perito Toni (per la Procura, ndr) ed il perito Boniardi (numerose parti civile, Regione compresa, ndr) hanno fatto sulle deformazioni sulla zampa di lepre che non sono assolutamente compatibili. Si è contrapposta una apodditica convinzione: "Per me è così". Ma come? Sulla base di cosa? Quando mi si dice che sulla zampa di lepre non ci sono segni, si deve poter dire quali sono i dati della letteratura scientifica in materia!». E allora, chiede Amodeo al giudice, «qual è il livello di diligenza che è stato mostrato nell'effettuazione di questa perizia? È tutto galleggiante, tutto appeso in aria, tutto non dimostrato, tutto che cozza contro le leggi e con l'impostazione normologica del sapere scientifico. Io voglio sapere. Si può sapere come è andata? Vorrei saperlo, presidente (il gip, ndr). Per questo abbiamo fatto l'incidente probatorio, per questo sono stati nominati due periti. E questa attività processuale si deve concludere con conclusioni che stanno al di là di ogni sospetto». Il perito: è la prima volta che mi occupo di incidenti ferroviari. Poco prima del collega il pm Salvatore Giannino chiede a Dario Vangi: «Lei da quanto tempo si occupa di incidenti?». «Io?», risponde il perito. «Sì, lei» replica il pm. «Mah, sono circa 10 anni...», spiega Vangi. «Di che tipo di incidenti si è occupato?», insiste Giannino. «Mah, principalmente incidenti stradali...», replica Vangi. «Di quanti incidenti ferroviari si è occupato?», affonda il pm. «Questo è il primo», risponde il perito del gip.
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