Il dolore
Strage del 2009. Lo zio dei piccoli Piagentini chiede di reintegrare Antonini
Revocate quel licenziamento
Andrea Maccioni
Lettera aperta di Andrea Maccioni all'amministratore delegato di Fs
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VIAREGGIO. Lettera aperta a Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, da parte di Andrea Maccioni che nel disastro ferroviario di due anni fa ha perso la sorella Stefania ed i nipotini Luca e Lorenzo. Duro e toccante, Maccioni chiede a Moretti un passo indietro rispetto al licenziamento di Riccardo Antonini, il ferroviere consulente della Cgil, che Fs hanno licenziato. Sono Andrea Maccioni. Forse il mio nome le dirà poco o niente. O forse lo collegherà all'immagine di quel ragazzo che da 28 mesi, insieme agli altri fondatori dell'associazione "Il Mondo che vorrei" formata dai familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, gira l'Italia e manifesta con le foto di tre volti sorridenti appesi al collo. Quelli sono i volti di mia sorella e dei miei due nipotini che ho perso nella immane tragedia. Se li ricorda? Lo chiedo, perché per molti è più facile abbassare lo sguardo quando mostro quella foto in occasione di manifestazioni o dibattiti. Tre vittime innocenti che, insieme ad altre 29 persone, ho e abbiamo "semplicemente" perso quella maledetta notte. Notizia diventata quasi banale, direi quasi di poco scalpore, in una società dove perdere drammaticamente un proprio caro sembra essere diventato un comun denominatore che lega molti cittadini. Ma le nostre vittime rimuoiono altre cento, mille volte di fronte a decisioni come la sua. Appena terminato l'incidente probatorio tenutosi a Lucca, lei ha pensato bene di sferrare quello che io reputo un colpo basso: inviare la lettera di licenziamento a Riccardo Antonini, consulente tecnico di parte civile nell'incidente probatorio per la strage di Viareggio. Una persona colta, riflessiva, disponibile e talmente coraggiosa da non sottomettersi al ricatto del licenziamento piuttosto di aiutare i familiari della strage di Viareggio. Da un lato Antonini, per me e per noi Riccardo, con la sua onesta ricerca di verità. Dall'altro il potere che con armi impari, vuole tapparci la bocca. Mi stupisco della sua scelta. Lei stesso, a Genova, dichiarò di essere come noi alla ricerca della verità. Perché allora la scelta di allontanare Antonini, una persona che si batte per quello che anche lei sostiene appunto essere il suo stesso obiettivo? Viviamo in una società in cui le persone vengono valutate con pesi e misure diverse. Siamo stati costretti a sentire per esempio, che per l'ingegnere Licciardello, consulente tecnico nominato dal gip e pagato da Rfi, non esiste "sudditanza psicologica" e quindi può continuare a svolgere la sua attività. Nel caso di Antonini, invece, si ritiene necessario un suo annientamento. Fosse stato lei il giudice, Licciardello l'avrebbe "licenziato" dall'incarico? Non riesco a capire. L'unica cosa certa è che io sono stato costretto a giocare questa partita, anche se il mio sarà sempre il ruolo del perdente, qualsiasi sia il suo esito. Perché sono io ad aver perso Stefania, Luca e Lorenzo. Lei non ha perso niente. Siamo noi, familiari di 32 splendide persone che nella tranquillità e sicurezza delle loro case sono state costrette a prendere un treno, senza pagare il biglietto, che gli ha portati via per sempre.. Dopo il disastro di Crevalcore l'avvocato Armando D'Apote dichiarò che le ferrovie italiane, nonostante la tragedia del 7 gennaio 2005, erano le più sicure d'Europa. Lei, ingegner Moretti, dichiarò la stessa cosa anche dopo il 29 giugno 2009, nonostante la strage di Viareggio. Quanti "nonostante" dobbiamo ancora subire perché i nostri cari la smettano di essere uccisi? Provo tanta rabbia e tanto dolore dentro di me. Ma nonostante tutto credo in un mondo migliore, e nutro la speranza di poter raccontare a chi è rimasto, che nel nostro mondo c'è ancora chi ha il coraggio di lottare onestamente per i valori in cui crede, e chi viene punito per le proprie colpe. Pertanto le chiedo di rivedere il suo/vostro provvedimento nei confronti di Antonini. Spero in una risposta, la meno retorica possibile, per favore.
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