Toscana
Impianto a biomasse a Bicchio, Italia Nostra lancia l'allarme sulla gestione delle polveri
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La sede di Sea risorse La richiesta: monitoraggio preventivo della qualità dell'aria Il 18 novembre la riunione dei cittadini al Fienile
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VIAREGGIO. «L'impianto a biomasse che Sea risorse intende localizzare in via dei Comparini, è a tutti gli effetti un impianto urbano. Ed hanno ragione gli abitanti dei quartieri Cotone, Bicchio, Varignano ed ex Campo d'Aviazione ad essere preoccupati». Scrive così Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra sezione della Versilia. «È necessario - continua Dalle Mura - una determinazione preventiva della qualità dell'aria prima dell'inizio dell'attività». Ma anche «la programmazione di successive periodiche misurazioni eseguite e analizzate con regolarità da Arpat ed Asl. Di questo però non si fa cenno - ricorda Dalle Mura - nel progetto "Erica"», quello che porterà l'impianto per bruciare legna nella zona di via Comparini per volontà di Sea risorse e dell'amministrazione Lunardini. Dalle Mura entra nel merito della funzione dell'impianto e dà l'allarme: «Un problema che il progetto esclude, ma che merita di essere trattato, è quello della produzione delle ceneri pesanti». La previsione è di 750-1000 tonnellate all'anno. «Gli elementi che costituiscono le ceneri sono calcio, potassio, fosforo, fluor, manganese, ferro, zinco, sodio, boro. I metalli ambientalmente più pericolosi - piombo, cadmio, zinco - sono anche quelli più volatili che, tendenzialmente, finiscono nelle ceneri volanti». Queste e quelle "di fondo" «presentano problemi in fase di stoccaggio». Si deve impedire che «non vengano disperse in aria e che vengano bagnate o soggette a dilavamento/percolazione per pioggia. Per una gestione più sicura vengono sottoposte a processi di compattazione o granulazione». Sono rifiuti speciali - ricorda Dalle Mura - «da conferire in discarica controllata per i quali è difficle trovare chi è disposto ad ottenere il recupero. Come si vede il problema delle ceneri merita attenzione ed è tale da allungare la filiera, aumentare i costi ed abbassare il rendimento dell'impianto». Italia Nostra tocca anche l'aspetto dell'affidamento della cura del verde pubblico a Sea risorse, come deciso dall'amministrazione Lunardini. E chiede «una relazione precisa e circostanziata sullo stato attuale delle pinete cittadine ed un serio programma di manutenzione, elaborato non da chi le sta distruggendo, ma dall'Accademia forestale italiana che ha sede in Firenze e/o dalla facoltà di scienze forestali dell'Ateneo fiorentino. Chiediamo che tagli, tecniche di pelievo degli scarti e rimpiantumazioni siano fatte con la consulenza e sotto il controllo dell'Accademia forestale italiana che a Pietrasanta ha salvato la Versiliana». Senza dimenticare - conclude Dalle Mura il dubbio legittimo che «il dimensionamento evidentemente errato dell'alimentazione dell'impianto possa servire in futuro per la richiesta della modifica dell'alimentazione: da biomasse vergini a biomasse mescolate con rifiuti di altro genere».
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