Il dolore
«Diteci i meriti di Marco Brusco»
Donatella Francesconi
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Marco Brusco L'opposizione contesta il riconoscimento del Comune all'ammiraglio
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VIAREGGIO. Scoppia il caso delle chiavi della città che il sindaco Lunardini consegnerà sabato all'ammiraglio Marco Brusco, alla guida delle Capitanerie di tutta Italia, il cui figlio siede nel cda della Viareggio porto. «L'opera buffa ed un po' sconcertante ha inizio con la richiesta del sindaco, il 12 luglio scorso, di portare in consiglio comunale ed approvare una delibera per "consegnare l'attestato di benemerenza e le simboliche chiavi della città all'ammiraglio Marco Brusco"». A ricordare come è andata sono i capigruppo di Pd, Antonio Batistini, Sinistra Arcobaleno, Milziade Caprili, e gruppo misto, Isaliana Lazzerini: «Dichiarammo - scrivono - il nostro disaccordo. La vicenda sembrava chiusa, tanto che il sindaco in data 20 agosto ritirò la delibera che era stata approvata in giunta il 6 luglio. Chiusa? Manco per idea. Pochi giorni fa abbiamo ricevuto un grazioso cartoncino che ci invitava, per il 12 novembre, al Gran Teatro Puccini per assistere alla "cerimonia di consegna dell'attestato di benemerenza e riconoscimento all'ammiraglio Marco Brusco"». La delibera di settembre. Incuriositi, i tre capigruppo hanno visionato la delibera di Giunta numero 408 del 9/9/2011. «Il documento - raccontano - al di là di un curriculum vitae e di frasi assolutamente generiche e buone per molti come "ha nel tempo approfondito rapporti sempre più stretti con quella che può essere considerata la sua città...", cita un unico fatto: l'ammiraglio avrebbe "favorito la celebrazione della Festa dell'ancora". Ma, insomma un po' di riguardo. Visto che volevate ad ogni costo darla questa onorificenza, per lo meno motivatela con un po' di intelligenza. Siccome si va di pasticcio in pasticcio, che cosa fanno i nostri? Sbagliano delibera e scrivono testualmente: "Il consiglio comunale di Viareggio propone di consegnare all' ammiraglio... un attestato di benemerenza a nome del consiglio stesso e della città tutta, oltre alle simboliche chiavi della città"». La delibera di novembre. Ma quando - continuano Batistini, Caprili e Lazzerini - il consiglio comunale «ha approvato un tale impegno, visto tra l'altro che il sindaco ha ritirato la delibera? Un falso, direte voi. Ma per carità! La Giunta - saputo che noi sapevamo - si riunisce e con la delibera 512 dell'8 novembre rettifica la propria delibera 408. Così scompare, com'era giusto, il consiglio comunale. Ma anche le chiavi della città, prima di essere state consegnate». Chi paga?. Per finire, ricordano i tre consiglieri, in tutte e due le delibere appare una noterella da cui si dovrebbe evincere che tutta questa operazione "non comporta oneri finanziari diretti od indiretti per l'amministrazione comunale". Ed allora: il cartoncino e la spedizione da chi vengono pagate? L'Auditorium del Gran Teatro avrà pure un costo che non vogliamo pensare a carico del Festival già nei guai in quanto a risorse? Ed il concerto di musiche pucciniane? Ed il vin d'honneur? C'è forse una gestione pubblico-privata dell'evento? E da parte di chi e con quali passaggi amministrativi?». Batistini, Caprili e Lazzerini concludono spiegando di attendere «fiduciosi» le risposte che l'amministrazione Lunardini dovrà dare.
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