Il Tirreno

Versilia

Una testimone ha visto la vettura fuggire verso il molo. I vigili urbani: «Il conducente si costituisca al più presto»

Uccisa da un'auto pirata in via Buonarroti

Claudio Vecoli
Il punto in cui è avvenuto l’incidente
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Il punto in cui è avvenuto l’incidente

La donna stava attraversando la strada sulle strisce. Caccia ad una macchina grigia

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 VIAREGGIO. Era appena uscita da una riunione. E con ogni probabilità stava per rientrare a casa. Ma un'auto pirata di colore grigio metallizzato l'ha travolta mentre attraversava la via Buonarroti ed è scappata lasciandola agonizzante sull'asfalto. Poi, dopo un paio d'ore di agonia all'ospedale «Versilia», è morta.  Una fine atroce, quella di Silvia Natalia Micheli, una casalinga di 54 anni compiuti il 4 giugno scorso, residente in via De Bosis al quartiere Campo d'Aviazione. Con i vigili urbani di Viareggio che stanno cercando di dare un nome e un volto a chi l'ha uccisa e poi è fuggito vigliaccamente via.  L'incidente è avvenuto ieri pomeriggio pochi minuti prima delle 17,30 nei pressi dell'incrocio fra via Buonarroti e via Carrara. La donna - che sarebbe uscita pochi istanti prima da una riunione - stava attraversando la strada sulle strisce pedonali che collegano la Pineta di Ponente al marciapiede lato mare di via Buonarroti. Riparata sotto un ombrello a causa della pioggia che stava cadendo in quel momento, complice anche il buio, la donna con ogni probabilità non è stata vista dal conducente dell'auto pirata che stava percorrendo la via Buonarroti in direzione del molo. Ed è stata colpita in pieno.  Scaraventata sull'asfalto, priva di sensi, con traumi in svariate parti del corpo, Silvia Natalia Micheli è stata abbandonata a se stessa. Fortunatamente, però, una donna che si trovava casualmente nella zona ha visto la donna esanime a terra e ha immediatamente dato l'allarme al 118. Non solo. Sia pure per un attimo, la preziosa testimone è riuscita a scorgere l'auto pirata: una macchina di piccola cilindrata di colore grigio metallizzato.  Nel giro di pochi istanti, sul posto è sopraggiunta una ambulanza della Croce Rossa di Viareggio e l'automedica del 118. Ma quando alla donna sono state prestate le prime cure, le sue condizioni sono subito parse disperate.  Trasportata a sirene spiegate al pronto soccorso del «Versilia», una volta arrivata in ospedale la donna è stata sottoposta ad una serie di esami per valutarne meglio le condizioni. Ma nel giro di un paio di ore le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate. E poco dopo le 19 i medici ne hanno dichiarato la morte.  Sull'incidente stanno adesso indagando gli agenti della polizia municipale di Viareggio. Che hanno subito raccolto tutte le informazioni utili per cercare di rintracciare il conducente dell'auto pirata. La donna che ha assistito all'incidente - seppure sotto shock - ha fornito una serie di indicazioni importanti grazie alle quali i vigili potrebbero arrivare alla vettura.  Non solo. Durante i rilievi, sull'asfalto sono stati rinvenuti alcuni frammenti del paraurti anteriore dell'auto pirata che sono stati analizzati per cercare di risalire al modello esatto del veicolo. «Abbiamo in mano qualche elemento importante», si limitano a dire al comando di polizia municipale. E dai vigili urbani parte anche un pressante appello all'investitore: «Se vuole evitare guai peggiori, è meglio che si costituisca al più presto».

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