Attenzione
Le Ferrovie licenziano Antonini
Donatella Francesconi
La contestazione: ha insultato Moretti ed è consulente Cgil
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VIAREGGIO. Licenziato. Senza preavviso e «per giusta causa». È il provvedimento che Rete ferroviaria italiana, l'impresa del Gruppo Fs che gestisce l'infrastruttura, ha preso nei confronti di Riccardo Antonini, ferroviere e consulente di parte nell'incidente probatorio legato alla strage di via Ponchielli, due anni fa. I fatti contestati - si legge nella raccomandata ricevuta da Antonini e datata 25 ottobre - «hanno definitivamente compromesso il rapporto fiduciario». Firmato Riccardo Pozzi, per Rfi. Frasi ingiuriose rivolte all'amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, alla festa del Partito democratico di Genova, la sera del 9 settembre. L'atto di accusa di Rete ferroviaria italiana nei confronti di Riccardo Antonini, ferroviere e consulente di parte nell'incidente probatorio relativo al disastro ferroviario del 29 giugno 2009, parte da qui. Con la citazione di articoli di stampa, datati il giorno dopo. Le cronache raccontano quello che è stato sotto gli occhi di tutti: Riccardo Antonini era a Genova e all'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato ha detto: «Sono Riccardo Antonini, il ferroviere che lei ha sospeso...Voglio sapere perché mi vuole licenziare...». Ricevendo per risposta «se continui lo farò...», come hanno potuto udire i tanti che si trovavano presenti al faccia a faccia tra Mauro Moretti ed i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Il faccia a faccia che si è venuto a creare dopo che le contestazioni a Moretti, da parte di un gruppo di manifestanti contro la linea dell'Alta velocità in Val di Susa, non accennavano a placarsi e il Partito democratico genovese aveva così deciso di sospendere l'iniziativa duramente contestata dai familiari delle vittime della strage avvenuta in via Ponchielli. In una nota diffusa ieri, Rfi ribadisce: «Riccardo Antonini è stato destinatario del provvedimento di licenziamento in particolare per le gravi ingiurie ed i pesanti insulti rivolti direttamente all'amministratore delegato nell'ambito di una manifestazione organizzata dal Pd a Genova. Frasi gravemente offensive e lesive della persona e dell'immagine dell'ad e dell'Azienda che hanno rotto definitivamente il rapporto fiduciario con il lavoratore». La lunga contestazione ad Antonini ha un punto "B" altrettanto dettagliato. Nel quale si legge: «Si contesta altresì la sua partecipazione in qualità di consulente di parte per conto della Filt Cgil della provincia di Lucca alle operazioni peritali svoltesi nella giornata del 4 ottobre. Con precedente lettera del 1º luglio 2011 era già stato diffidato dal proseguire l'incarico di consulente di parte per conto di una delle persone offese per l'evidente conflitto di interesse con la Società». Antonini non fa un passo indietro e, ricorda la contestazione, viene sospeso per dieci giorni. Ma all'incidente probatorio sulla cisterna il 4 ottobre è di nuovo presente, come consulente della Filt Cgil. Così, nella seconda contestazione, la motivazione ritorna: «Violazione del Codice etico del Gruppo Fs ed attività svolta in conflitto con gli interessi della Società, in palese violazione dell'obbligo di fedeltà». Non solo: nonostante la prima diffida - continua la contestazione - Riccardo Antonini «ha svolto la funzione di consulente per conto dell'organizzazione sindacale, con un persistente comportamento di contrapposizione con la Società sua datrice di lavoro». Antonini, nel ribattere alla contestazione disciplinare, è netto: «Contesto e smentisco di aver pronunciato le frasi da voi indicate nella contestazione. Per mia volontà, a Genova, non ho occupato posti riservati ai familiari delle vittime, né mi sono collocato nei pressi di altri gruppi esistenti. Sono rimasto all'esterno dello spazio-dibattito - continua - assistendo silenziosamente alle manifestazioni di critica e di dissenso. Solo al termine del mancato dibattito - è la conclusione di Antonini - ho chiesto il perché della mia sospensione dal lavoro. Il dottor Moretti si è avvicinato al sottoscritto dicendomi che se avessi continuato così avrebbe provveduto al licenziamento».
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