La manifestazione
Il sindaco: un senso di sorpresa. Baccelli (Provincia): logica aggressiva
«Il Governo convochi Fs»
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LA TRAGEDIA. Il carro rovesciato ed i pezzi sparsi sui binari La reazione di istituzioni e mondo politico
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VIAREGGIO. Solidarietà a Riccardo Antonini, il ferroviere-consulente della Cgil nel disastro ferroviario di due anni fa a Viareggio, da istituzioni e mondo politico. La senatrice Manuela Granaiola (Pd) parla apertamente di «modalità che richiamano comportamenti di mafiosa memoria». «Mauro Moretti conferma di essere spietato». Non usa mezzi termini il presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Che continua: «Sin dall'inizio di questa vicenda l'ad di Fs, Mauro Moretti, - dichiara il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - non ha mai messo in discussione né se stesso, né la parte che rappresenta, Ferrovie dello Stato. Da subito Moretti ha messo in atto una strategia di attacco irrispettosa, innanzitutto, del dolore dei parenti delle vittime. Questo ultimo atto appartiene alla medesima logica aggressiva. Voglio esprimere la mia vicinanza ad Antonini, che non ha mai vacillato nel suo atteggiamento, chiaro e determinato fin dall'inizio». Il sindaco di Luca Lunardini, a nome della città esprime, solidarietà a Riccardo Antonini: «Ho un senso di stupore per quanto accaduto. Sarà il giudice del lavoro che dovrà pronunciarsi su questa vicenda. Ma resta, riguardo al risvolto umano di quanto accaduto, un senso di sorpresa. La città, compreso il sottoscritto, si aspetta comunque che venga fatta giustizia e verità su quanto accaduto il 29 giugno 2009 per il rispetto delle 32 vittime innocenti, dei feriti e dei loro familiari». Dal Partito democratico arrivano le voci del senatore Andrea Marcucci e della deputata Raffaella Mariani. «Chiederò conto ai ministeri competenti della regolarità del comportamento dell'amministrator delegato di Fs, Mauro Moretti - annuncia Mariani -. Esprimo piena solidarietà ad Antonini che con la schiena dritta, con correttezza e serietà ha tenuto alte le ragioni delle famiglie delle vittime della strage. Inoltre, quanto deciso mi sembra grave anche alla luce di quanto emerso in merito ai rapporti tra un perito del gip ed un'azienda del Gruppo Fs». «La decisione di Rfi di licenziare Riccardo Antonini è gravissima», commenta il senatore Marcucci: «Se in questo Paese ci fosse ancora un governo, il ministro Matteoli avrebbe dovuto convocare all'istante Mauro Moretti». L'amministratore delegato di Fs, prosegue il senatore Pd, «ha compiuto una scelta che suona come irrevocabile. Non si può fare la guerra ad una città che pretende giustizia per il disastro che l'ha colpita. Mi auguro che qualcuno a Palazzo Chigi sia in grado di richiamare all'ordine Ferrovie. Da parte mia la totale solidarietà ad Antonini e ai familiari delle vittime». In serata ha preso posizione anche il presidente della Regione, Enrico Rossi: «L'accertamento della verità deve essere interesse primario di tutti, Ferrovie comprese. Pertanto stupisce che il lavoro prestato nella ricerca della verità crica la dinamica dell'incidente sia considerato fattore di sfiducia nei confronti di Antonini, al quale esprimo la mia vicinanza e solidarietà. Sul merito della vicenda sarà comunque chiamato ad esprimersi il giudice del lavoro». Rossi parla di «atto grave e tempi sbagliati» e conclude: «Mai come adesso che siamo giunti al confronto tra tesi e perizie contrapposte, c'è bisogno di assoluta serenità e del massimo di coesione, rigore ed efficacia affinché la magistratura, e tutte le parti coinvolte, affrontino al meglio la delicata fase processuale». Licenziare Antonini - commenta Niccolò Rinaldi, capodelegazione Idv al Parlamento europeo - «è la peggior cosa che le Ferrovie potessero fare».
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