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VIAREGGIO. Sarà l'effetto della crisi. O la tentazione di mollare tazzine ...
Luca Centini
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VIAREGGIO. Sarà l'effetto della crisi. O la tentazione di mollare tazzine e brioches per mettersi un bel gruzzoletto in tasca. Fatto sta che i cartelli "vendo licenza" fioccano nei bar di Viareggio e dintorni. Basta dare un'occhiata sui siti web delle agenzie immobiliari del territorio per mettere a fuoco le offerte e i prezzi richiesti. Ce n'è per tutti i gusti. Si va dal localino di meno di 50 metri quadrati - zona campo d'aviazione - ceduto (la sola licenza) al prezzo di 210mila euro fino alla cessione della gestione, arredo e attrezzature di un bar della Passeggiata alla modica cifra - si fa per dire - di 1,3 milioni di euro. La pioggia di cessioni non risparmia alcune delle vie più trafficate della città. Una di queste è via Garibaldi, dove nelle vetrine del Bar Vinicio è esposto ormai da tempo il cartello "vendesi". Stessa sorte per il Pixel Caffé in via Mazzini il cui fondo, dopo pochi mesi dall'apertura, è di nuovo cedibile in affitto. Se sul web - e per le strade - si moltiplicano i cartelli vendesi o affittasi, c'è chi invece il cambio di gestione lo ha già finalizzato. E' il caso del Bar Nostromo in via Coppino, nella cui vetrina - da giorni - è affisso un cartello con scritto "cambio gestione". Da qualche tempo è chiuso, infine, anche il bar ospitato nella struttura del cinema Politeama. La proprietà sta sistemando il locale e l'attrezzatura del bar che, a breve, dovrebbe essere affidato nuovamente in gestione. La forbice delle somme richieste per i vari locali è piuttosto ampia: da un minimo di 150 mila euro per la licenza di «uno storico bar in punto di intensissimo passaggio. Ideale per una conduzione familiare a Torre del Lago» a cifre be più corpose, come i 700mila euro richiesti per la vendita di un bar di ben 210 metri quadrati nel centro storico di Viareggio «in zona di forte passaggio, cedesi rinomato caffé ristorante, ricevitoria Sisal + corner ippico». L'offerta, insomma, è variegata. Solo su internet, a spasso per i siti delle agenzie, si sfogliano foto, prezzi e caratteristiche di una trentina di locali viareggini. Senza contare quelli che vogliono vendere, ma non hanno scelto il web come canale privilegiato e quelli che, pur non avendo fatto un annuncio esplicito, cercano di piazzare la gestione affidandosi al passaparola. Ma non è detto che alle tante offerte corrisponda lo stesso numero di offerte. «E' la crisi che spinge i titolari a mettere in vendita la propria attività - racconta Cristian Fiore, responsabile dell'agenzia immobiliare Bonifazi - ma questo tipo di mercato, almeno a Viareggio, è asfittico. E' chiaro che un bar della Passeggiata riesce comunque ad avere le sue richieste ma locali normali, anche in zone centrali, si vendono molto male». I pezzi pregiati, seppur a fatica, continuano ad avere un mercato. Le attività normali, al contrario, hanno poche richieste. Così si gonfia la schiera di «baristi pentiti» che si rivolge alle agenzie immobiliari, mentre l'interesse dei viareggini e degli imprenditori che vengono da fuori per le attività commerciali è piuttosto piatto. «Ma lei aprirebbe un bar in questa fase? - chiede Anna Maria Pieraccini, titolare del'agenzia immobiliare Bechelli di Viareggio - la crisi si fa sentire, nessuno ha il coraggio di acquistare una licenza per la gestione di un bar, nonostante i prezzi siano calati sensibilmente. Se dovranno calare ancora per rianimare il mercato? Non credo che il punto sia quello, piuttosto quello che servirebbe è una ripresa che, purtroppo, sembra non arrivare mai».
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