Il Tirreno

Versilia

Più controlli a mensa dopo il caso del bruco

L.B.
<b>SVILUPPO.</b> Marco Bonuccelli
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SVILUPPO. Marco Bonuccelli

La Pietrasanta Sviluppo: vigilanza, ma senza fare drammi

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 PIETRASANTA. Maggiori controlli, visite mirate al centro cottura di Strettoia e massima trasparenza. Il piccolo bruco finito nella minestra servita ad un bambino alle mense Quadrellara, lascia un'inevitabile scia di polemiche.  A finire nel mirino dell'opposizione, soprattutto Lara Fiorini, ieri numero uno della Commissione mense genitori e oggi vice-presidente della Pietrasanta Sviluppo, la società che ha in gestione il servizio della refezione scolastica.  Fiorini, per cui il Pdl ha chiesto le dimissioni, da sempre sostenitrice del ritorno alla competenza del settore pubblico delle mense.  «Giovannetti e il Pdl fanno demagogia. Dimettermi per cosa? Stiamo parlando di un episodio che certo non deve accadere, ma imprevedibile, isolato e incontrollabile. Se problema c'è stato è avvenuto a monte: lo stoccaggio della pasta infatti non è gestito da Pietrasanta Sviluppo, che fa ordini settimanali di questo prodotto. La mancata comunicazione ai genitori? Non rientra certo nelle mie specifiche competenze quello di avere un rapporto diretto con la Commissione mense scolastiche - che di fatto svolge una funzione di controllo su Pietrasanta Sviluppo - ma sono bensì l'Ufficio scuola e l'Assessorato alla Pubblica Istruzione a dover assolvere a questo compito» precisa Fiorini che aggiunge.  «Nella precedente amministrazione, come Giovannetti dovrebbe ricordarsi, fino a due anni fa i problemi erano veramente gravi: non c'erano tabelle merceologiche che garantivano la qualità dei prodotti in allegato al contratto con la multinazionale, l'Amministrazione stessa non controllava ciò che veniva somministrato ai bambini: è stata trovata verdura ammuffita, carne scaduta, vermi nel farro e farfalline nella pastina. Oggi la mensa scolastica di Pietrasanta è davvero di qualità superiore rispetto al passato, e dovremmo essere un esempio per tutte le altre amministrazioni locali della regione, perché stiamo percorrendo la strada migliore, quella della ripubblicizzazione, per dare servizi certi e di qualità».  Sereno l'assessore Viti. «Una lumachina nella verdura, come un piccolo bruco in una finestra, possono sfuggire anche a mille controlli: non facciamone un dramma. L'importante è il livello di soddisfazione per il servizio attestato dai bambini e che la somministrazione del piatto in questione è stata, quel giorno, sospesa».  «I capillari controlli che già vengono effettuati saranno comunque aumentati sui circa 1.260 pasti che vengono serviti quotidianamente. Chi ci accusa di scarsa trasparenza e fallimento - spiegano Viti e Marco Bonuccelli, numero uno della Pietrasanta Sviluppo - dovrebbe pensare a come è stato capace di gestire in passato l'intera filiera. Sulla vicenda del bruco chi ci accusa è in malafede: è mancato piuttosto un passaggio di comunicazione che ha impedito di avvertire tempestivamente la Commissione mensa. Anche a noi la notizia non è arrivata subito: ecco perché è fondamentale attivare un protocollo, d'intesa con tutte le componenti, da seguire in casi come questo». Con missiva finale rivolta al presidente della Commissione mensa, Cristina Lavorini, amareggiata per la mancata comunicazione dell'episodio della Quadrellara: dai referenti della Patrimoniale arriva infatti la precisazione che un messaggio, su quanto accaduto, era stato inviato via telefonino.  Messaggio che, per questioni tecniche (almeno così ci viene riferito), non è poi arrivato a destinazione.

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