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«Ecco perché lascio il Pd»

«Ecco perché lascio il Pd»

Balderi e il sì al centrodestra: «Buratti ha tradito le sue idee»

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FORTE. «La mia non è una scelta politica perché non sono entrato nel Pdl, ma una scelta di condivisione di programmi amministrativi messi a punto con la convergenza su idee precise e condivise da tempo». Fabio Balderi, già candidato sindaco ed esponente Ds e Pd dà dunque - come anticipato dal Tirreno - l'addio al centrosinistra. «L'ho fatto nel rispetto di una linea politica che io non ho mai tradito. Su certi temi urbanistici io sono sempre rimasto sulla linea che l'allora centrosinistra proponeva e sosteneva dai banchi dell'opposizione alla Giunta Bertola, ma poi, inspiegabilmente, divenuto forza di governo cittadino il centrosinistra sembra aver abbandonato quelle idee, anzi le ha disattese e contraddette. E questo lo sanno bene in tanti a sinistra, anche se preferiscono restare uniti per solidarietà politica».  Questa idea di diventare uno dei dieci candidati consiglieri della lista "Popper Sindaco (sembra che si chiamerà così gettando un ponte verso una vera lista civica di centrodestra) nasce dunque da un rapporto di condivisione di tanti aspetti, soprattutto urbanistici... «Io sono per lo stop totale alle nuove costruzioni e per il via libera alle sole riqualificazioni del patrimonio immobiliare cittadino esistente e sono anche per rivedere il cosiddetto Piano Prima Casa perché se non si fanno scendere drasticamente i costi difficilmente avrà successo. Si tratta di tre punti qualificanti che Popper e i suoi condividono con me». Quindi non c'è stata alcuna folgorazione politica sull' ipotetica via di Damasco? «Esatto, tutto nasce dal dibattito di questi mesi e dalle scelte urbanistiche della giunta Buratti, rispetto alla mia contrarietà di sempre alle vendite delle aree comunali. Queste aree, lo ribadisco, dovevano andare alle cooperative per gli interventi di prima casa che in tal modo, i cittadini bisognosi avrebbero potuto realizzare sostenendo solo il costo del fabbricato. Invece proprio sulla prima casa, tanto per fare un esempio, si è scelta una strada contorta e senza spiegazioni». Le è costata molto in termini personali questa scelta? «L'ho fatta per così dire dopo una lunga analisi dei costi e dei benefici. Ho ricevuto per la verità qualche contraccolpo personale, che mi è dispiaciuto, ma non politico». Nei mesi scorsi aveva fatto parte anche del progetto politico di terzo polo promosso da Gabriele Monteforte... «Sì: assieme all'ex assessore di Buratti Bruno Murzi (anche lui uomo di centrosinistra) ipotizzavamo la nascita anche al Forte di un polo alternativo, che però è rapidamente naufragato non appena ci è stato chiaro che alcuni erano soltanto alla ricerca di un accordo con l'attuale Amministrazione comunale e con quel gesto forse intendevano alzare il prezzo di un'eventuale collaborazione con Buratti».

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