Sicurezza
«Trentadue morti si rivoltano nelle loro tombe»
Donatella Francesconi
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Le foto dei morti al Polo fieristico di Lucca 4 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Si è voluto partire da un dato di fatto e a ritroso, poi, trovare le prove che confermassero la teoria. Questo è quello che abbiamo capito...». Luciana Beretti non ha mancato un'udienza dell'incidente probatorio. Al suo fianco il marito e la figlia, padre e sorella di Federico Batistini, morto tra le fiamme della strage di due anni fa insieme alla giovane moglie Elena Iacopini e ai genitori di lei. Luciana non lesina parole dure nei confronti della perizia dei consulenti tecnici del giudice per le indagini perliminari, Simone Silvestri. Come lei lo fa Andrea Farnocchia, figlio di Antonio andato in cenere mentre traversava la passerella sui binari. Marco Piagentini, che nel disastro ferroviario ha perso moglie e due bambini, vuole ascoltare, sentire, vedere. Vicino ha sempre il padre, Roberto. Così come a Daniela Rombi, che piange la figlia di soli 21 anni, si sono stretti il marito Claudio, la figlia Valentina, il padre. E tutti gli altri che hanno ascoltato e sofferto. Di nuovo. «Non è un condono edilizio - afferma dura Daniela Rombi - è una strage con 32 morti che se ne stavano tranquilli a casa propria...». Ed invece, è il commento ascoltato da più parti, la perizia dei tecnici del gip, Riccardo Licciardello e Dario Vangi, sembra più una costatazione amichevole che una perizia su un disastro da 32 morti, feriti per sempre, un intero pezzo di quartiere distrutto. «Siamo disgustati che non ci siano state date dai periti del giudice della spiegazioni logiche - continuano i familiari ad una sola voce -. Tanto che, nell'osservare il comportamento dei due periti, sembrava quasi che non fosse neppure la loro relazione...Non trovavano neppure la pagina, non ricordavano cosa avevano scritto...». Vengono «tremila dubbi», sottolinea Rombi, «e siamo molto autorizzati a farceli venire...». Quando poi, al termine della tre giorni di incidente probatorio, il giudice Silvestri stabilisce il principio per cui un perito del Tribunale, e dunque super partes, può dichiarare senza timore di essere pagato anche da uno o più indagati, è ancora Luciana Beretti ad affermare, tra rabbia e amarezza: «Se questa è giustizia, allora è il mondo alla rovescia...». Mondo dove «32 morti si rivoltano nelle tombe». La perizia. Ed allora merita di ricordare alcune delle frasi indimenticabili della perizia di Riccardo Licciardello e Dario Vangi. «La dinamica dell'incidente è secondaria, secondo lei?». È la Procura a rivolgere questa domanda ai periti del Gip. Nell'aula del Polo fieristico di Lucca risuona la risposta di Dario Vangi, perito del Tribunale: «La dinamica è secondaria...non si può calcolare, è avvenuta come è avvenuta». Il pubblico ministero insiste: «Come mai non avete accertato la cinematica della dnamica?». Stavolta è Riccardo Licciardello, l'altro perito del gip, a rispondere: «Si sarebbero fatti accertamenti se si fosse voluto capire l'esatta dinamica. Si sarebbe dovuto fare alcuni calcoli che non avevamo il tempo nè la necessità di fare». Ed ancora. «Avete basato le vostre priorità su deduzioni? Quale base scientifica vi è sul fatto che ciò che per voi è priorità lo sia scientificamente?». La Procura incalza i periti del gip con le proprie domande: «Molti elementi sono stati valutati in maniera deduttiva», risponde l'ingegnere Riccardo Licciardello. Dalla dinamica all'incendio lo scenario non cambia: «Il Gpl è un gas pesante che esce in fase liquida. Ma non vi sono segni vicino alla zampa di lepre...». È Paolo Toni, perito della Procura di Lucca, a porre le domande ai periti del giudice Silvestri. «La velocità di flusso del gas - continua Toni - era pari a 334 km/ora ed una scia del gas fuoriusciva al momento che la cisterna traslava il binario...L'avete valutato?». Risponde l'ingegnere Vangi: «Sì. Il gas che usciva ha provocato una buca e quindi abbiamo valutato che l'uscita del gas mentre il carro si muoveva potesse aver mosso qualche pietra...non si sa bene quanto un gas che esce dalla cisterna possa spostare...Non era comunque un elemento dirimente». Interviene il pm e domanda: «Perchè non vi siete fatti affiancare da un esperto in materia e per quale ragione non ne avete valutato la necessità?». Risponde ancora Vangi: «Lo abbiamo ritenuto elemento non dirimente». E così per tutto il dibattimento. ALTRO SERVIZIO A PAG.13
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