Gioco
Strage di Viareggio, scontro sulla periziaredatta dall'esperto del Gip pagato da Rfi
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Ne,lla foto con il casco giallo il perito Licciardello parla con l'avvocato Graziano Maffei e con Angelo Laurino, capo Polfer di Milano che coordina le indaginiIl giorno dopo la conclusione dell'incidente probatorio sono le Ferrovie a essere ancora protagoniste. "Non riesco a immaginare su quali basi la Procura di Lucca possa costruire un'accusa a carico ddell'Ad di Ferrovie dello Stato e degli altri indagati", ha detto l'avvocato Armando D'Apote
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Il giorno dopo la conclusione dell’incidente probatorio per il disastro ferroviario di Viareggio sono le Ferrovie ancora protagoniste. Il colpo di scena in aula che ha portato uno dei periti del gip ad affermare di ricevere pagamenti da Rfi per un incarico affidatogli dal ministero dei trasporti porta i difensori di Ferrovie ad attaccare duramente la Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala: ''Non riesco a immaginare su quali basi la Procura di Lucca, dopo questa serie di smentite che ha ricevuto, possa costruire una accusa a carico dell'Ad di Ferrovie dello Stato e degli altri indagati''. Cosi' Armando D'Apote, avvocato dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, commenta l'esito dell'incidente probatorio .''Poi - aggiunge - la fantasia della Procura, riuscirà a individuare qualche altro elemento''.
DOCUMENTO La ricostruzione: così il perito ha ammesso
Ma la Procura tira dritto, in vista della conclusione delle indagini con i relativi avvisi di rinvio a giudizio, forte delle contestazioni che da più parti hanno smontato pezzo dopo pezzo la perizia dei tecnici del Gip, Riccardo Licciardello e Dario Vangi. “C’è una perizia – conferma la Procura – e ci sono controdeduzioni molto convincenti”. Durissimo l’intervento in aula del pm Giuseppe Amodeo: “Come possiamo accettare una perizia lacunosa? E’ come se noi condannassimo una persona che vagamente somiglia ad un reo senza considerare il Dna ch lo scagiona. Qui si è fatta la stessa cosa…Ci troviamo di fronte a madri che hanno perso i figli, che è una cosa mostruosa, e figli che non hanno più madri. Noi vogliamo un’analisi puntigliosa, precisa. Ma questo non c’è stato”.
VERITA' A CONFRONTO I periti del Gip - Il perito della Procura
E su questi punti la Procura di Lucca intende continuare a battersi, convinta della strada imboccata, verso i rinvii a giudizio ed il processo. Sono i pubblici ministeri della squadra del Procuratore capo Aldo Cicala a sottolineare, punto dopo punto, la fragilità della perizia dei consulenti tecnici del gip. “L’incidente probatorio deve far sì che tolga dubbi”, spiega Salvatore Giannino: “Si dice bianco, nero e si manda al giudice (il gup, ndr) che dovrà decidere. Si deve mandare a questo giudice un perizia serena, credibile”. “I periti del gip dicono che la verità non la sa nessuno: e allora come si fa a dire che è stata la zampa di lepre? Poi dicono i periti: non si sa come è andata. Io vorrei sapere come è andata, qualcuno me lo vuole dire? Sono strane le conclusioni dei periti. Tutto galleggiante, tutto appeso in aria, non dimostrato. Questo non può essere accettato in questa sede”.
DOCUMENTO La ricostruzione: così il perito ha ammesso
Ma la Procura tira dritto, in vista della conclusione delle indagini con i relativi avvisi di rinvio a giudizio, forte delle contestazioni che da più parti hanno smontato pezzo dopo pezzo la perizia dei tecnici del Gip, Riccardo Licciardello e Dario Vangi. “C’è una perizia – conferma la Procura – e ci sono controdeduzioni molto convincenti”. Durissimo l’intervento in aula del pm Giuseppe Amodeo: “Come possiamo accettare una perizia lacunosa? E’ come se noi condannassimo una persona che vagamente somiglia ad un reo senza considerare il Dna ch lo scagiona. Qui si è fatta la stessa cosa…Ci troviamo di fronte a madri che hanno perso i figli, che è una cosa mostruosa, e figli che non hanno più madri. Noi vogliamo un’analisi puntigliosa, precisa. Ma questo non c’è stato”.
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E su questi punti la Procura di Lucca intende continuare a battersi, convinta della strada imboccata, verso i rinvii a giudizio ed il processo. Sono i pubblici ministeri della squadra del Procuratore capo Aldo Cicala a sottolineare, punto dopo punto, la fragilità della perizia dei consulenti tecnici del gip. “L’incidente probatorio deve far sì che tolga dubbi”, spiega Salvatore Giannino: “Si dice bianco, nero e si manda al giudice (il gup, ndr) che dovrà decidere. Si deve mandare a questo giudice un perizia serena, credibile”. “I periti del gip dicono che la verità non la sa nessuno: e allora come si fa a dire che è stata la zampa di lepre? Poi dicono i periti: non si sa come è andata. Io vorrei sapere come è andata, qualcuno me lo vuole dire? Sono strane le conclusioni dei periti. Tutto galleggiante, tutto appeso in aria, non dimostrato. Questo non può essere accettato in questa sede”.
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