Sicurezza
«Consulenze d'oro a medici in pensione»
Matteo Tuccini
I sindacati accusano: all'ospedale si spende troppo anche in convenzioni coi privati
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VIAREGGIO. Risparmiare sulla gestione dell'ospedale Versilia? Certo che è possibile. Basta ridurre gli sprechi, invece dei servizi. I sindacati Cgil, Cisl e Uil gettano la maschera e attaccano a tutto campo sulla questione delle risorse sempre più ridotte per l'Asl 12. Partendo dagli incarichi professionali affidati a medici in pensione, e passando per il premio di produttività dato al direttore generale e le convenzioni per i servizi, stipulate con gli istituti di cura privati (S. Camillo in primis) e le associazioni di volontariato. Citando anche casi piuttosto curiosi, come quello dell'ambulatorio di agopuntura «che non si capisce a cosa serva, visto che non c'è mai nessuno», affermano i rappresentanti dei dipendenti Asl. «Ecco dove si può tagliare». A finire nel mirino sono «almeno 10 incarichi professionali affidati a medici in pensione, e che costano molti soldi all'Azienda sanitaria - affermano Laura Del Freo (Cgil), Giuliano Graziu (Cisl), Claudio Velia, Davide Sallustio e Fausto Delli (Uil) - Così come ci lasciano perplessi le convenzioni realizzate con enti esterni. Pensiamo alla casa di cura S. Camillo di Forte dei Marmi: soltanto per la gestione dei codici 56 (recupero di casi non gravi, ndr) si spendono 200mila euro all'anno. Per non parlare della gestione dei centri prelievo, che ha portato a una serie di spese per l'affidamento del servizio sul territorio (vedi box accanto)». «Non siamo dogmatici». I sindacati assicurano di non credere nell'intangibilità assoluta dell'ospedale. «Ci sono sicuramente delle cose da sistemare - dice Laura Del Freo - penso, ad esempio, all'ambulatorio di agopuntura e fisiokinesiterapia, di cui vorrei conoscere il rapporto costi-benefici. Ma tutto questo va fatto solo dopo aver chiarito con la Regione l'argomento della quota capitaria, cioè i fondi destinati all'Asl per ogni utente. L'assessore regionale Daniela Scaramuccia ha detto che siamo tra le zone più "pagate", ma i dati in nostro possesso, come spiegato più volte anche dal dg Giancarlo Sassoli, sono ben diversi». «Rivedere gli organici dei reparti». I rappresentanti dei lavoratori, poi, tornano sulla questione delle mancate assunzioni e del blocco del turn over che tante polemiche ha suscitato negli ultimi mesi. Causando, secondo loro, scompensi tali negli straordinari e nei turni da meritare un esposto alla Procura e all'Ispettorato del lavoro. «Ci è stato detto più volte sia dalla dirigenza dell'azienda che dalla Regione che non è possibile rimpolpare gli organici - dicono - si dà il caso, però, che dal 2007 sono state fatte 182 assunzioni per internalizzazione di personale, nel senso che sono state messe in regola persone che fino a quel momento lavoravano ufficialmente per le cooperative. La nostra opinione sull'argomento è chiara: siamo sotto organico, perché dei 1.600 tra medici, infermieri e Oss ce ne sono 1.400 effettivi al lavoro, visto che almeno 200 mancano per motivi di malattia, maternità e altro. Ma se davvero non si può intervenire sui numeri, allora si devono rivedere gli organici e riorganizzare i servizi sulla base del personale a disposizione». In parole povere: rafforzare i reparti in difficoltà (pronto soccorso in primis) e togliere si può. «Ospedale vuoto al pomeriggio». E sempre a proposito di personale, ecco il veleno nella coda. «Invitiamo la dirigenza dell'Asl - sostengono i sindacati - a tenere sott'occhio la gestione della libera professione. Abbiamo segnalazioni di un ospedale mezzo vuoto nel pomeriggio perché alcuni si occupano un po' troppo dell'attività privata».
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