Sicurezza
IL TAGLIO
«Centro prelievi? Un errore chiuderlo»
M.T.
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POLEMICA. In alto, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil Sopra, un prelievo di sangue 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La chiusura del centro prelievi dell'ospedale Versilia non è stato un buon affare. Ne sono convinti i sindacati, che ribadiscono la loro contrarietà al provvedimento. «Per mesi dai vertici dell'Asl ci hanno detto che si trattava di un allarme infondato - affermano - poi l'hanno chiuso davvero. E ci hanno spiegato che si trattava di un modo per risparmiare e per ricollocare del personale. Si dà il caso, però, che né l'uno né l'altro obiettivo sono stati raggiunti». «I dipendenti ricollocati - spiegano - da quanto ci risulta non sono più di 5. E per quanto riguarda il presunto risparmio, abbiamo invece investito denaro in convenzioni con le associazioni di volontariato del territorio». «Per quanto riguarda la qualità del servizio - proseguono - che poi è l'aspetto principale per gli utenti, non abbiamo registrato miglioramenti. Tutt'altro. Le 30mila persone che venivano qui ogni anno per il prelievo del sangue si sono riversate in gran parte sull'ex Tabarracci, che non è stato potenziato in maniera adeguata, così come accaduto per molti altri presidi territoriali». Infine, un aspetto singolare che sta accadendo all'interno dell'ospedale è lo scontro tra gli stessi sindacati: da una parte i confederali (Cgil, Cisl e Uil) dall'altro gli autonomi del Cisal, che hanno il maggio numero di iscritti (480). I primi vogliono chiedere alla dirigenza dell'Asl di escludere i secondi da qualsiasi trattativa.
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