Il Tirreno

Versilia

Sos bagni. Prova di forza nel nuovo Decreto sviluppo

Spiagge vendute dallo Stato senza l'ok di Regioni e Comuni

<b>BATTAGLIA. </b>Manifestazioni di protesta dei balneari contro la messa all&#146;asta delle spiagge
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BATTAGLIA. Manifestazioni di protesta dei balneari contro la messa all’asta delle spiagge

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 VIAREGGIO. Alla faccia del federalismo. Il Governo sta preparando un piano per la vendita dei beni pubblici che rischia di mettere fuori causa Regioni e Comuni. E, a sorpresa, anche le spiagge rientrerebbero in questo progetto.  La dismissione - che avverrebbe, nell'idea del ministro Giulio Tremonti, tramite un fondo di investimenti - sarebbe gestita direttamente e in maniera esclusiva dallo Stato. Tagliando fuori tutti gli altri enti. Un piano quasi diabolico, che però ha un handicap: la fragilità dell'Esecutivo.  Ai bagni non resta che attendere l'uscita del benedetto decreto sviluppo. Anche perché tra le ipotesi in campo c'è ancora quella della possibile deroga alla direttiva Bolkestein, dietro pagamento anticipato di 30 anni di canone da parte del titolare della concessione.  Intanto, si sono svolte le elezioni del direttivo del nuovo Consorzio Riviera Toscana - sezione di Lido di Camaiore, cui hanno aderito oltre il 90% dei bagni di Lido.  Sono stati eletti come presidente Luca Petrucci e vicepresidente Laura Botarelli. I consiglieri sono Silvia Bizzarri, Simone Cerri, Bruno Cervoti, Sandra Garuglieri, Paola Grillotti, Mirko Lazzerini, Alessandro Montaresi, Roberto Pacini, Pierfrancesco Pardini, Alessandro Tosi, Nicoletta Vespa.  «Il Consorzio Riviera Toscana - si legge in una nota - è la naturale evoluzione della Cooperativa Turismare non più rispondente alle esigenze di imprenditori europei. Costituisce quindi uno strumento consociativo più adeguato alle sfide d'attualità attraverso l'aggiornamento dei servizi agli associati e la realizzazione di nuovi progetti. Il Consorzio Riviera Toscana sezione di Lido si colloca all'interno del Consorzio di secondo livello (in cui siederanno 10 consiglieri lidesi) che unisce gli imprenditori del turismo toscano. Risulta chiara l'architettura del progetto: far partire dall'unione delle imprese del territorio una nuova forza rappresentativa capace di contrattare sia a livello locale che generale prezzi e servizi, e capace di porsi quale interlocutore autorevole nei confronti della Regione e dei ministeri».  «La direttiva Bolkestein - prosegue la nota - ha dato il via a una rivoluzione copernicana nella gestione del turismo balneare i cui effetti avranno, comunque si risolva la faccenda, ricadute molto ampie sul tessuto sociale ed economico di località rivierasche come la nostra. Il nuovo stato di cose che va delineandosi ha bisogno di strumenti partecipativi più adeguati di quelli esistenti».

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