Il Tirreno

Versilia

In carico all’ospedale solo i malati di tipo 1

Diabete, pazienti anziani affidati ai medici di famiglia

M.T.

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 VIAREGGIO. Cambia il percorso di cura del diabete. I pazienti affetti dal tipo 2 (prevalentemente anziani o comunque persone dai 40 anni in su) saranno seguiti dai medici di famiglia e non più dalla sezione di diabetologia dell'ospedale Versilia. Che invece continuerà ad avere in carico i pazienti di tipo 1, cioè i più giovani, e in generale i casi ritenuti più gravi.  La novità verrà spiegata in un convegno in programma sabato 12 (a partire dalle 9,30) alla Croce Verde. Ma come viene vista dai pazienti stessi? «All'inizio - spiega Mario Ghilardi dell'Associazione diabete Versilia - eravamo preoccupati. Col passare del tempo abbiamo capito che ci sono dei protocolli che garantiscono la sicurezza necessaria. È chiaro che dovremo monitorare il passaggio al nuovo sistema, che è in corso. Ma l'Asl, con cui abbiamo organizzato questa iniziativa, si è mostrata disponibile e collaborativa».  Il convegno apre il fine settimana dedicato a questa malattia: nel pomeriggio del 12 ci sarà una camminata collettiva a Lido con partenza da piazza Umberto; domenica 13, sempre in piazza Umberto a Lido, prelievo gratuito della glicemia e consulenze di esperti.  «In Versilia - afferma Ghilardi - ci sono 6.500 malati di diabete, di cui circa il 10% sono giovani. La diffusione di questa patologia, tra l'altro, è in aumento, perché gli stili di vita sempre meno sani favoriscono l'insorgere della malattia nelle persone predisposte geneticamente. Per questo riteniamo fondamentale informare chi rischia di ammalarsi (secondo i dati nazionali, l'1,5% della popolazione è diabetico ma non lo sa, ndr) e aiutare chi lo è già. Il diabete non è invalidante, ma comporta una serie di complicazioni - per esempio a occhi, reni, cuore e sistema nervoso - se non viene curato con costanza e "limitato" con un'alimentazione corretta e l'esercizio fisico. Purtroppo, sappiamo di persone in difficoltà dal punto di vista psicologico, che rifiutano di curarsi perché rifiutano l'idea stessa di essere malati. Il nostro obiettivo è dare loro una mano e sensibilizzare tutti i cittadini alla prevenzione».

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