Il Tirreno

Versilia

Niente nautica al Portone

<strong>ARTIGIANATO.</strong> Una veduta panoramica della zona di Portone
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ARTIGIANATO. Una veduta panoramica della zona di Portone

Il Consorzio: «Un altro laccio assurdo per le aziende»

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PIETRASANTA. Per un vincolo che va agli archivi, eccone un altro di recente imposizione: E le imprese non ci stanno ed alzano la voce. «Una scelta incomprensibile, quella ratificata dalla maggioranza amministrativa». Simone Tartarini, presidente del Cip 90, il consorzio di aziende del Portone, è perplesso. «Dopo oltre quattro anni dalla richiesta, e tante occasioni perdute, il consiglio comunale ha approvato la delibera che rimuove il vincolo lapideo in zona Portone. Per questa decisione desidero ringraziare, anche a nome di tutte le aziende del comparto, l'amministrazione comunale: decisione che permetterà certamente alla zona di avviarsi ad un decollo definitivo. Al tempo stesso auspico che la stessa maggioranza si adoperi alacremente per trovare un accordo in tempi brevi con gli attuali proprietari dell'area sul progetto del centro servizi, indispensabile per la funzionalità dell'intera zona».  Fin qui plausi al palazzo che però, secondo Tartarini, nell'approvare il provvedimento ha sbagliato dicendo si «ad un vincolo per la nautica, o almeno per quasi tutte le attività del settore. E questo su indicazione, così leggiamo, della Provincia. L'infelice scelta e l'inopportunità del momento dimostra una volta di più, se mai ce ne fosse il bisogno, dell'inutilità ancorché della dannosità di questa vetusta istituzione. È evidente la siderale distanza tra la realtà delle cose, quella economica in particolare in questo momento di drammatica difficoltà per tutti, e chi è chiamato a gestirla per nostro conto. Data la congiuntura economica è decisamente incomprensibile il no alla nautica - prosegue Tartarini - e altrettanto inusitato il silenzio delle associazioni sindacali. In questa vicenda né il consorzio CIP 1990, che mi onoro di rappresentare, né alcuna delle aziende del comparto è stata chiamata a dire la propria sulla questione come se noi ne fossimo estranei.  L'insofferenza verso la pratica democratica, divenuta oramai insopportabile, mette a nudo l'inadeguatezza di certe persone, avvezze solamente ad eseguire decisioni prese nelle botteghe di partito, e non già ad interpretare autenticamente un pubblico ufficio».

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