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Versilia

Cento operai in "cassa" E' crisi anche alle Bocchette

<strong>ALLARME.</strong> Chiara Serreli, la direttrice del Consorzio Bocchette e (in alto) una veduta panoramica del polo artigianale
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ALLARME. Chiara Serreli, la direttrice del Consorzio Bocchette e (in alto) una veduta panoramica del polo artigianale

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CAPEZZANO. Un centinaio di lavoratori in cassa integrazione. Altrettanti che, in inverno, rischiano il licenziamento. La crisi si respira a pieni polmoni al Consorzio artigianale delle Bocchette. La mancanza di lavoro da una parte, di liquidità dall'altra, stanno mettendo in ginocchio anche aziende storiche. Il Consorzio interviene come può, ma la situazione è nera. Sono una novantina i lavoratori (dipendenti di 7-8 aziende) messi a turno in cassa integrazione in deroga (in totale sono 1.870 i dipendenti delle ditte consorziate, 2.500 quelli che lavorano alle Bocchette). Si tratta di imprese di un certo calibro, con 20-30 lavoratori ciascuno, che non riescono ad uscire dalla crisi. Nautica, impiantistica, edilizia: non si salva nessuno. Peggio di loro però stanno messe le aziende più piccole, per le quali non è neanche possibile ricorrere ad ammortizzatori sociali. Sono tanti, decine e decine, i lavoratori in pericolo. Molti già oggi hanno sottoscritto un contratto di solidarietà, vedendo ridotti (ma ancora assicurati) i loro stipendi. «La situazione è preoccupante - conferma la direttrice del consorzio Chiara Serreli - e non vediamo una via d'uscita. Da sottolineare però che tra le imprese più piccole si sta instaurando una vera e propria catena di solidarietà. Gli imprenditori stanno facendo di tutto per non mettere i loro dipendenti a casa dopo tanti anni: contattano altre ditte, fanno da tramite con i curricula alla mano. Sono preoccupati quanto i loro dipendenti». Il Consorzio interviene come può. Da una parte fa da vero e proprio intermediario con gli istituti di credito, quello della Regione Toscana in primis, per cercare di far ottenere ai loro iscritti un po' di liquidità. Ma succede quello che succede per un po' tutti i cittadini: le banche i soldi li danno a chi li ha già. «Chi è con l'acqua alla gola non ha aiuti», dice Serreli. Dall'altra parte il Consorzio cerca di creare dei "gruppi di acquisto", ossia di legare strettamente le aziende tra loro nella produzione di determinati beni o servizi. Un esempio possono essere porte e finestre: l'intera filiera, dalla produzione degli infissi e dei vetri all'impiantistica e alle opere in muratura, può essere prodotta alla Bocchette. Presagi negativi anche per il presidente del Consorzio, Sergio Cerri. «Ho come l'impressione - afferma - che la fase di stallo che abbiamo vissuto in estate era dovuta all'afflusso turistico. Temo che l'inverno sarà duro, che ci sarà una ricaduta negativa dal punto di vista del lavoro. Manca la liquidità, nessuno è in grado di pagare».

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