Italia
«La Versiliana? Non esistono incarici tecnici»
Luca Basile
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POLEMICA. Lex presidente della Fondazione Versiliana, Massimiliano Simoni L'ex presidente Simoni: «Lombardi ha fatto una scelta politica»
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PIETRASANTA. Nomine politiche spacciate per incarichi tecnici, buchi di bilancio veri o presunti e una Fondazione ormai inutile da mandare agli archivi: Massimiliano Simoni, ex presidente della Versiliana non ci sta e definisce ipocrita il comportamento dell'attuale maggioranza amministrativa. «Oggi il marchio della nomina politica si rifiuta quasi fosse un'infamia. Invece sta a te, una volta presidente o direttore, garantire competenza e professionalità. Ma la premessa della mia nomina, ad esempio, era politica, mica mi nascondo. Come di natura politica è stato l'incarico dato a Manrico Nicolai prima e a Dianora Poletti, oggi. Se poi il sindaco Lombardi, in modo ipocrita, vuole farci credere che non è così, allora cancelli tutto. Faccia un bando con criteri seri e apra a tutti i potenziali candidati non politici». È perplesso Simoni. «Vogliono far passare Nicolai per un tecnico. Ma per favore. Tutta la sua storia racconta il contrario. Per diventare dirigente in Provincia, a 70 mila euro l'anno percepiti fino al 2010, ha partecipato a qualche concorso o ha avuto un incarico fiduciario da Tagliasacchi prima e Baccelli, poi? Per ricevere emolumenti da 30 mila euro l'anno dall'Apt, ha partecipato a qualche bando e selezione o è stata la politica, il suo partito, ad indicarlo come referente? E tralascio i vari ruoli avuti al Puccianiano, a Villa Bertelli, al Mediceo alla Versiliana. Da quest'ultima realtà Nicolai esce dalla porta principale, quella di presidente, per tornare, a quanto pare, da quella secondaria, da direttore generale. Al sindaco Lombardi dico però di vigilare attentamente perché per il bando in questione c'è molta attesa e sono tante le persone, di alto livello professionale, interessate a quell'incarico e pronte a giocarsi ogni possibilità». Non è che il ruolo di direttore generale faccia gola anche a lei, Simoni? «Ma per carità, non mi interessa assolutamente. Io guardo avanti. In Versiliana non tornerò più con incarichi operativi. E lo stesso dovrebbe fare Nicolai che invece, riproponendosi per un ruolo intorno al quale gravita da 30 anni, mortifica le aspirazioni dei più giovani e di chi, ancora, mai ha esercitato tali incarichi. Ci sarà qualcuno, anche nel Pd, capace di fare il direttore generale, voglio sperare». Al neo-presidente Poletti tutti però riconoscono di non avere mai avuto, ieri come oggi, legami con la politica: è così? «Poletti è stata presentata come tecnico, ma è stata lei a dichiarare che non conosce la realtà Versiliana. E allora che tecnico è? Non discuto la competenza, ma quella di Lombardi è un'indicazione politica. Il resto è aria fritta». Sempre Poletti è chiamato a risanare una situazione di bilancio definita catastrofica da Lombardi&co. E la responsabilità di questa catastrofe, stando sempre al sindaco, è da addebitare alla sua gestione, Simoni. «Sono ancora in attesa del famoso comizio pubblico di Lombardi. Vediamoli questi numeri, parliamone: usciamo dalla demagogia ed entriamo nei dettagli del buco di bilancio che mi vede colpevole. Per ora ho ascoltato solo tante chiacchiere e zero fatti». Ha sempre senso demandare a una Fondazione l'organizzazione di una manifestazione come la Versiliana? «No, oggi le Fondazioni non servono a niente. Dovevano muoversi come un soggetto privato e invece il contesto attuale le equipara ad un'evidenza pubblica. Di conseguenza se assumi, se nomini, se affidi incarichi, ti devi affidare a bandi appunto pubblici, come se fossi un Comune. Lombardi dovrebbe quindi chiudere la Fondazione e demandare a se stesso, come assessore alla cultura o ad altro assessore, la delega della Versiliana. Tenere in piedi un organismo che di fatto si muove come un soggetto pubblico a tutti gli effetti è inutile».
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