Il Tirreno

Versilia

«Vivo per miracolo e... grazie ai medici»

Luca Basile
<b>LEADER.</b> Francesco Belli, presidente uscente dei balneari di Marina di Pietrasanta
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LEADER. Francesco Belli, presidente uscente dei balneari di Marina di Pietrasanta

L'odissea di Francesco Belli. Si è salvato con un'operazione di 8 ore e 3 bypass

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 PIETRASANTA. «Sono salvo grazie alla competenza dei nostri medici e al ricordo di quanto accaduto ad un caro amico». Francesco Belli, 69 anni, storico presidente dell'Associazione balneari, «ma con venerdì prossimo tolgo il disturbo, dopo 9 anni e 3 mandati è tempo di forze nuove», racconta i suoi ultimi 10 giorni da un letto dell'ospedale Versilia.  Nonostante un intervento chirurgico lungo 8 ore che gli ha portato in dote 3 bypass, l'umore è buono e la voglia di fare e progettare non è venuta meno. «Bisogna sempre guardare avanti e poi, in tutta sincerità, sto recuperando le mie forze. Dopo quello che ho passato, mi sembra di rinascere». Belli è persona poco incline a parlare di se stesso: le sorti della categoria che rappresenta sono il suo pane quotidiano tanto da trascurare a più riprese un fisico che, anche in un recente passato, gli ha presentato un conto piuttosto oneroso. «Vorrei dire due parole su ciò che mi è accaduto, non solo per ringraziare il personale medico che mi ha preso in cura e che ancora oggi mi segue, ma anche per ribadire che in certi casi non bisogna affidarsi all'autodiagnosi o ai consigli di un familiare, ma mettersi nelle mani di chi ne sa più di te» afferma Belli che poi riavvolge il nastro della memoria per fermarsi a qualche giorno fa «quando, intorno alle 3 e mezzo del mattino mi sono svegliato con un forte dolore al braccio e al petto: non ho perso tempo. Ho fatto chiamare il 118: da un primo riscontro con elettrocardiogramma hanno diagnostico un problema al cuore. Mi hanno quindi portato al Pronto soccorso di Lido dove un ecocardiogramma ha evidenziato una dilatazione dell'aorta. Il vice-primario, Alessandro Comella, bravissimo e scrupoloso, ha disposto l'immediato trasferimento all'Opa di Montignoso: qui mi hanno prima fatto una coronografia per poi decidere di intervenire per l'applicazione di 3 bypass. È stata un'operazione lunga e complicata, andata, però, nel migliore dei modi - continua Belli -: successivamente il "soggiorno" in rianimazione, qualche intoppo nel decorso ed il ritorno all'Unico di Lido, dove proseguo con la riabilitazione e la cura dei miei vecchi acciacchi seguito dal personale di un reparto assolutamente professionale e competente. Non so quanto dovrò restare in ospedale, la degenza non sarà brevissima, però l'importante è raccontarla e testimoniare che bisogna assolutamente avere fiducia nella nostra sanità apuo-versiliese. Il fatto che mi sono salvato non è infatti questione di fortuna, ma è un qualcosa che devo alla capacità di medici - vorrei citare fra gli altri Daniele Taccola ed Elisabetta Giovannetti - e, come detto, al ricordo di quanto accaduto ad un amico, Enrichino Bazzichi, scomparso qualche mese fa. Anche lui, infatti e purtroppo, manifestò, come il sottoscritto, dolori al petto abbastanza forti, ma quella notte, che non posso dimenticare, non volle fare chiamare nessuno, pensando che fossero appunto dolori imputabili a qualche fastidio intercostale. Ecco, se quel caro amico avesse telefonato al 118, forse oggi saremmo ancora a ridere e a ricordare, come ci capitava spesso di fare. La verità e che bisogna appoggiarsi agli altri, nel momento del bisogno ed avere fiducia. La fortuna di certo, aiuta, ma nel mio caso, credetemi, devo ringraziare ben altro».

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