Il Tirreno

Versilia

«Rilancio del Centro congressi, i conti non tornano»

L'attacco di Simoni (Fli): speculazione per i soliti noti. Lavoratori schierati con Riccardo Cima

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 VIAREGGIO. I lavoratori del Centro congressi si schierano con il liquidatore, Riccardo Cima, ed il progetto di rilancio della struttura per il quale - si legge in una nota della Rsu - «è necessario un professionista e non un politico». A Cima i lavoratori riconoscono «la capacità di confrontarsi con il sindacato ed i dipendenti». Crediamo - continua il comunicato - «che la società debba continuare nella gestione diretta di stabilimento balneare e congressuale, affidando a terzi ristorante, bar e Sea life». Come da progetto di Cima e amministrazione comunale.  Di diverso avviso è Massimiliano Simoni, fresco di nomina nella segreteria nazionale di Futuro e libertà: «Apprendo con vivo stupore del fantasioso piano dei conti del progetto Centro Congressi. Tralasciando il fatto che non comprendo come un liquidatore, perché questo è Riccardo Cima, possa dare il via ad un piano di rilancio strutturale da 12 milioni senza ancora aver prodotto all'attenzione della città gli atti per cui era stato demandato. Forse si sente già presidente in pectore della Società di trasformazione urbanistica? Certamente sì, visto che sembra che i "poteri forti" viareggini, e l'amico Rivola, già glielo abbiano promesso».  Nell'operazione, scrive Simoni, «vedo solo lo spettro dell'ennesima speculazione a beneficio dei soliti noti che non sono proprio i cittadini. Trovo veramente ridicola l'ipotesi prevista per i flussi di cassa che dovrebbero garantire la copertura finanziaria dell'intero investimento. Si parla di ricavi da 1.224.000 per anno e si cade nell'inverosimile. Ma chi le paga per un ristorante, che oltretutto dovrebbe fare menu a prezzi scontatissimi (meeting e parco marino) 180mila euro l'anno di locazione? E per un bar 90mila? Senza poi considerare i costi per il personale? Pazzesca la richiesta di 360mila euro per lo stabilimento balneare. L'unica voce credibile potrebbe essere quella relativa ai 300mila del parco marino se si parlasse di una superficie almeno di 3.000 mq (vedi richiesta della Merryl Entertaiment) e non certo per poco più di 300 mq dove al massimo si fa una vasca con i pesci rossi».  Singolare, inoltre, «il fatto che il progetto proposto sia la fotocopia di quanto inserito nel Piuss dall'allora dirigente Allegretti e dall'assessore Cinquini. L'assessore Bucciarelli disse che quel progetto era irrealizzabile, cassandolo, e di fatto rinunciando alla bella cifra di 1,5 milioni già stanziata dalla Regione a copertura del primo lotto di lavori per la vasca sotto la terrazza per la sala congressuale da 800 posti. Bucciarelli dovrebbe spiegare ai cittadini perché oggi, di fatto, li grava di un maggior costo». Comprendo - conclude Simoni - «che i lavoratori credano nel progetto vedendolo come ciò che salverà il loro posto di lavoro. Non capiscono, però, che è a solo uso e consumo dei soliti noti che nemmeno lontanamente pensano ai loro interessi. Stupisce anche l'assenso della Cgil a tale operazione. Scommettiamo che indovino, a proposito del "dialogo competitivo", il soggetto che riuscirà in soli due mesi a dare alla Stu un progetto di gradimento? Depositerò, nei prossimi giorni, ad un notaio, una busta chiusa con il nome del soggetto (società), e una volta assegnato l'aprirò davanti alla stampa e alla città».

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