Il Tirreno

Versilia

Il processo. L’architetto Borella: tenuti all’oscuro del progetto

«Pontile, la Sovrintendenza non ha mai dato il suo ok»

<b>OPERA. </b>Sopra e a sinistra il pontile di Lido
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OPERA. Sopra e a sinistra il pontile di Lido

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 LIDO. La Sovrintendenza non ha mai dato l'autorizzazione paesaggistica per la realizzazione del pontile di Lido. E non è mai stata invitata a quella conferenza dei servizi che fece il punto definitivo su tutti i permessi necessari per la costruzione dell'opera.  Lo sostiene l'architetto Glauco Borella, della Sovrintendenza di Lucca e Massa Carrara, nell'udienza del filone viareggino del processo sui project financing nel Comune di Camaiore. Quello che - secondo l'accusa - fa emergere un "buco" nell'iter per il pontile.  Sotto accusa sono l'imprenditore edile Stefano Varia (legale rappresentante della Project pontile), il dirigente comunale Claudio Castellacci, che seguì la realizzazione, e il direttore dei lavori Livio Radini. I cui legali sostengono, invece, che il progetto era conforme alle indicazioni fornite dalla Sovrintendenza stessa. E che l'ente fu invitato come prassi alla conferenza dei servizi.  Due passaggi che fanno presupporre la buona fede di chi poi ha costruito l'opera.  «Documentazione incompleta». Dalla testimonianza fornita dall'architetto Borella emerge un comportamento che «sembrava escludere la Sovrintendenza dall'iter autorizzativo». Oltre al mancato invito alla conferenza dei servizi - secondo la ricostruzione di Borella - ci fu anche l'episodio dell'invio di una «documentazione incompleta sul progetto, e comunque non sufficiente per poter fornire un parere».  Borella ha ammesso, comunque, che i lavori furono rispettosi delle loro indicazioni, soprattutto per quanto riguarda le dimensioni del bar.  «La Sovrintendenza ci elogiò». Dal canto loro, sia Radini che Varia difendono la loro buona fede. Il primo afferma che «i criteri di conformità del progetto c'erano tutti» e quindi non c'era motivo per ritenersi fuori norma.  Il secondo, in un confronto anche acceso con il pm Antonio Mariotti, ha ricordato che nell'ottobre del 2005 si tenne una sorta di vernissage del progetto all'hotel Le Dune, con la partecipazione anche di personaggi del calibro dell'allora presidente del Senato Marcello Pera. Ebbene, in quell'occasione il sovrintendente Luigi Ficacci elogiò il piano di lavori, ricordando che loro non erano l'ente del "no". «C'è anche un video che lo ritrae mentre dice queste parole, signor giudice», ha detto Varia, a sottolineare le sue parole.

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di Redazione web