Il Tirreno

Versilia

Il grido di dolore di De Santi

Claudio Vecoli
<b>PROTAGONISTI A VIAREGGIO.</b> Da sinistra in alto: l&#146;attore Rutger Hauer e i registi Pupi Avati, Theo Angelopoulos e Mario Monicelli ad ognuno di loro Europacinema dedicher&agrave; una propria sezione
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PROTAGONISTI A VIAREGGIO. Da sinistra in alto: l’attore Rutger Hauer e i registi Pupi Avati, Theo Angelopoulos e Mario Monicelli ad ognuno di loro Europacinema dedicherà una propria sezione

«La chiusura di Eolo e Odeon impoverisce la città»

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 VIAREGGIO. Europacinema è salvo e si farà. Ma paradossalmente il cinema a Viareggio rischia di morire. Nella giornata dell'annuncio del programma definitivo del festival, all'hotel Plaza si respira un clima quasi surreale. Da una parte si fa festa per una edizione - «la seconda del nuovo corso», come sottolinea il sindaco Lunardini - che riporterà il profumo della celluloide in città. Ma è difficile - anche se quasi tutti ci provano - poter far finta che proprio in questi giorni non sia stato cantato il «De profundis» per due delle quattro sale cinematografiche della Passeggiata, presto destinate a trasformarsi in grandi magazzini o ristoranti.  Così certe dichiarazioni trionfalistiche pronunciate al microfono («La cultura e dunque anche il cinema sono degli elementi indispensabili per una città come Viareggio», spiega il sindaco) ascoltate in questi giorni hanno un retrogusto amaro se si pensa alla prossima chiusura di Odeon ed Eolo. E alla recente, dolorosa fine del Centrale.  A difendere la vocazione cinematografica di Viareggio ci prova così Pier Marco De Santi, direttore artistico di Europacinema. Che, sollecitato sull'argomento, prova a scuotere la città. «La scelta di autorizzare la trasformazione di due sale della Passeggiata è una decisione che penalizza il cinema in una città che da sempre ha invece dimostrato una profonda cultura cinefila. Fino a non molti anni fa, Viareggio era uno dei luoghi in Italia dove più alto era il consumo di cinema. La chiusura in serie delle sale fa invece sì che il pubblico sia dirottato altrove e che la sua attenzione si sposti sulla programmazione dei multiplex».  Difficile dunque mantenere la vocazione di Viareggio città del cinema quando in pochi anni ha perso metà dei suoi schermi. «È una contraddizione assoluta - prosegue De Santi - che si materializza nell'indifferenza e nel cinismo».  De Santi conclude con un invito all'amministrazione comunale perché possa tornare sui propri passi. «Auspico che i provvedimenti adottati non siano definitivi. E che possano essere modificati. Me lo auguro innanzitutto per il bene del cinema». ALTRO SERVIZIO A PAG. 25

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