Il Tirreno

Versilia

La riunione del «parlamentino» del Carnevale annullata dopo la guerra legale intrapresa da Gemmi, Sarzi e Corfini

Fondazione, ai dissidenti il primo round

Claudio Vecoli
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COSA SUCCEDERÀ? Burlamacco guarda pensieroso il sindaco Lunardini: come finirà l’ennesima guerra dentro Palazzo delle Muse?

I tre ribelli si oppongono alla revoca del sindaco: salta il consiglio di indirizzo

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 VIAREGGIO. Nella guerra interna a Palazzo delle Muse, i «ribelli» vincono il primo round. Dopo il ricorso a vie legali contro la loro revoca decisa martedì dal sindaco, i tre membri di maggioranza del consiglio di indirizzo sfiduciati da Lunardini - Guido Gemmi, Iolanda Sarzi ed Emanuela Corfini - hanno costretto la Fondazione Carnevale ad annullare e rinviare sine die la seduta in programma ieri pomeriggio nel corso della quale doveva essere discussa la sfiducia al vicepresidente Renzo Pieraccini e, subito dopo, doveva essere esaminato il bilancio preventivo per il Carnevale 2012.  Ufficialmente il rinvio è stato motivato dalla necessità di alcuni consiglieri di esaminare meglio il bilancio. In realtà - malgrado le blande smentite di facciata - il vero motivo dell'annullamento della riunione (deciso un'ora prima dell'orario di convocazione) riguarda proprio la revoca dei tre consiglieri e la loro sostituzione con altri più fedeli alla linea del sindaco (Marina Gridelli, Celestino Casula e Maria Gallo).  La convulsa giornata di ieri si era infatti aperta con i tre dissidenti che avevano protocollato una lettera redatta dallo studio legale dell'avvocato Alessandro Del Dotto in cui Gemmi, Sarzi e Corfini si erano opposti alla lettera di revoca fatta notificare ai tre due giorni prima dal sindaco. Considerando illegittima l'iniziativa del sindaco, l'avvocato Del Dotto aveva invitato il sindaco a «provvedere celermente all'annullamento d'ufficio» della revoca.  La decisione dei tre ribelli di intraprendere una battaglia legale ha mandato in subbuglio sia l'amministrazione comunale che la Fondazione Carnevale. Malgrado le dichiarazioni del sindaco Lunardini con le quali confermava la bontà del proprio operato («A tre anni di distanza dalla loro nomina - ha spiegato - i tre non sono più da me indicati come miei rappresentanti nel consiglio di indirizzo»), il timore di muoversi fuori dalle regole dello statuto con la loro revoca ha «consigliato» la maggioranza di prendersi quantomeno una pausa di riflessione per esaminare meglio gli aspetti giuridici della vicenda. E così, dopo un vertice convocato in fretta e furia nel primo pomeriggio, un'ora prima dell'inizio del consiglio di amministrazione la seduta è stata frettolosamente annullata e riconvocata a data da destinarsi.  Uno smacco per il sindaco, che pensava di aver risolto con un colpo di mano la questione dei tre ribelli con la loro revoca e sostituzione. Ma anche un duro colpo inferto ai vertici della Fondazione, visto che - se i tre ribelli dovessero essere reintegrati nel consiglio di indirizzo - la mozione di sfiducia nei confronti del vicepresidente Renzo Pieraccini potrebbe essere approvata mettendo in crisi l'organigramma di Palazzo delle Muse. E - visto che Pieraccini è anche un consigliere comunale molto importante per i delicati equilibri nella maggioranza che sostiene Lunardini - una eventuale sua caduta potrebbe provocare molto più di uno scossone anche per l'amministrazione che guida la città.

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