Attenzione
Consiglio in video, ecco le regole
Marco Pomella
◗
Pierfrancesco Pardini Il Pd attacca: «Sono troppi i paletti alla libera informazione»
3 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Riprese audio-video del consiglio comunali solo se autorizzati. Camaiore approva (a maggioranza e con molte polemiche) l'annunciato regolamento per la disciplina delle videoriprese delle sedute del consiglio. E il Pd attacca: «Un regolamento che tappa la bocca alla libera informazione». Il documento è composto da 11 articoli. Il punto 3 esplicita che "il presidente del consiglio ha facoltà di autorizzare riprese e trasmissioni televisive e su web, fornendo preventiva informazione a tutti i partecipanti della seduta". Il punto 4 dice che i soggetti interessati (ossia chi intende registrare) "dovranno presentare apposita istanza di autorizzazione [...] quindici giorni prima del periodo richiesto", evidenziando "modalità delle riprese, finalità perseguite, modalità di trasmissione". Aspetti che riguardano i semplici cittadini che vogliano riprendere l'assise cittadini, visto che sono esonerati (cioè devono chiedere il permesso la sera stessa al presidente del consiglio) i "soggetti che esercitano professionalmente il diritto di cronaca", ossia giornalisti, fotografi, operatori tv. Senza autorizzazione niente riprese." È tassativamente vietata - si legge nell'articolo 5 - ogni altra attività privata di registrazione". Ogni consigliere inoltre (articolo 6) "ha diritto di chiedere l'interruzione della ripresa. Ha inoltre diritto di manifestare il proprio dissenso alla ripresa e divulgazione della propria immagine durante le sedute consiliari". Il regolamento poi spiega che chi fa immagini "non può interferire con l'attività del consiglio" (ma questo vale, in genere, per qualsiasi cittadino che segua il dibattito) e spiega come devono essere trasmesse le immagini: "netta separazione tra trasmissione della seduta e pubblicità, completezza e imparzialità dell'informazione, mediante la proposizione di tutte le posizioni emerse nel dibattito, obbligo per chi realizza le immagini a fornire gratuitamente al Comune un dvd con la completa registrazione delle immagini". Il regolamento, in aula, ha fatto molto discutere, tanto che è stato approvato con i soli voti della maggioranza. «È la pretesa sbagliata della politica - commenta il Pd Simone Leo - di decidere come si fa l'informazione. Una scelta grave, un brutto segnale di voler tappare la bocca all'informazione. Gli strumenti legali per difendersi dall'uso improprio delle immagini realizzati esisteva già, lo prevede la legge. Strano - conclude - che in commissione tra i più convinti sostenitori di questo regolamento ci fosse il candidato sindaco Alberto Matteucci». Che il regolamento non è perfetto lo ammette anche il presidente del consiglio PierFrancesco Pardini. «È nato - dice - da una pressante necessità di alcuni consiglieri. Non c'è volontà di tappare la bocca a nessuno: tanto è vero che le prossime sedute consiliari saranno trasmesse in diretta streaming sul sito del Comune. Nell'impellenza di fare un regolamento qualcosa può essere sfuggito. Ma come tutti i regolamenti potranno essere migliorati». Raccontiamo anche qual è stata l'impellenza del regolamento: un video, pubblicato su Youtube, nel quale si alternano dichiarazioni dei vari consiglieri con delle didascalie (critiche e il alcuni casi irrisorie) di commento di un gruppo di grillini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
