La manifestazione
Ditta chiede i danni al Comune
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Romolo Rossi e (a destra) il nuovo laboratorio artistico La storica Rossi Pio: «Non abbiamo gas, acqua ed energia elettrica»
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PIETRASANTA. «Abbiamo subito e continuiamo a subire rilevanti danni economici da questa situazione. Non resta che l'azione legale». Che si traduce in un atto di diffida e successiva messa in mora del Comune di Pietrasanta da parte della Rossi Pio e figli di Giuseppe e Romolo Rossi, storico laboratorio artistico cittadino legato al lapideo. «Ad oggi siamo senza i normali allacci per acqua e fognature, senza energia elettrica, gas e telefono. Ci arrangiamo, per queste forniture, con soluzioni di fortuna ed allacci provvisori derivanti, in taluni casi, da utenze confinanti. Eppure abbiamo pagato importanti oneri di urbanizzazione, investendo in una nuova area artigianale e dobbiamo garantire stipendi mensili a 9 dipendenti. L'inadempienza del Comune è palese: chiediamo giustizia», dicono i Rossi. Facciamo un passo indietro: la Rossi Pio nel 2007 presenta al Comune richiesta di permesso a costruire un capannone industriale artigianale all'interno dell'area ex Neri che si affaccia dalle parti della via Aurelia, in località Pontenuovo. L'anno successivo cominciano i lavori e vengono avviate le pratiche per l'ottenimento degli allacci alle forniture pubbliche, mentre i Rossi, e gli altri referenti dell'area ex Neri, pagano 1 milione e 362 mila euro per oneri di urbanizzazione con «i lavori per strade, parcheggi, verde e sottoservizi, predisposizioni per forniture incluse, a carico del Comune», si legge nella diffida inviata al sindaco Domenico Lombardi. Ma nonostante opere e collaudi vari, qualcosa non torna se Gaia, Enel, Toscana gas e Telecom, certificano di «non essere in grado di eseguire nessun tipo di allaccio in quanto le reti di distribuzione - precisa l'atto di diffida dei Rossi riferendosi ad esempio a Gaia - non le sono mai state formalmente conferite dal Comune. Per quanto riguarda poi l'energia elettrica non è presente una cabina di trasformazione da media a bassa tensione». Analoghi problematiche, come detto, per telefono e gas. «E come si fa a lavorare senza acqua potabile e ad uso industriale sopperendo, ogni giorno, con attrezzature rimediate? O ad avviare i macchinari ricorrendo ad un generatore elettrico a noleggio? Ci siamo trasferiti dal centro storico all'area ex Neri dove attualmente ci troviamo- rilanciano dalla Rossi Pio - per incrementare la nostra produzione e sostenendo duri sacrifici, ma nonostante il tempo trascorso e le assicurazioni ricevute dal Comune i disservizi persistono con gravi ricadute sulla nostra attività'. Chiediamo da tempo all'amministrazione comunale di consentirci di lavorare, ma il tempo delle promesse è scaduto. O garantiscono soluzioni adeguate o andremo avanti con la messa in mora del Comune».
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