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VIAREGGIO. Il dado è tratto. Dopo gli incontri con i sindacati, la Regione ...
Matteo Tuccini
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VIAREGGIO. Il dado è tratto. Dopo gli incontri con i sindacati, la Regione ha dato il via libera agli aumenti su esami e visite a pagamento dei medici dell'Asl. Dal 1º ottobre le tariffe su queste prestazioni, che vengono fornite tramite le strutture dell'azienda sanitaria (si chiamano "intramuraria"), rincareranno in proporzione al costo: 5 euro per quanto riguarda le visite, che sono le richieste più comuni, e via via a crescere - fino a un limite di 40 euro, ad esempio per una colonscopia - per le altre prestazioni più onerose. È bene chiarire che i medici non si metteranno in tasca un euro di questi contributi aggiuntivi, che verranno invece incassati dall'Asl (e quindi dalla Regione). Rincari contenuti. Si tratta di una scelta diversa da quanto prospettato nella delibera dell'agosto scorso, con cui la Regione - per far fronte ai tagli di trasferimenti dallo Stato - prevedeva aumenti da 10 a 30 euro in base al costo della prestazione in libera professione. Un'ipotesi ritenuta scellerata anche da molti addetti ai lavori, perché avrebbe portato quelle tariffe a perdere quote di mercato, in favore del settore privato. Che, non a caso, sta investendo centinaia di migliaia di euro per sottrarre utenti alle Asl. Resta il fatto che il rincaro, seppur contenuto, penalizzerà l'intramuraria. Anche se la scelta di far pagare in proporzione di più gli esami più cari è comprensibile: chi preferisce pagare dai 200 ai 300 euro per non aspettare i tempi della sanità gratuita, sarà comunque disposto a versare qualche decina di euro in aggiunta. Aumenta l'incasso per il pubblico. La novità - per come è emersa dopo il summit a Firenze di lunedì scorso - è abbastanza semplice da capire. Mettiamo che una visita in libera professione con il medico Asl costi 100 euro: fino ad ora all'azienda sanitaria andavano circa 14 euro. Tolti bolli e tasse da pagare, al medico vanno in tasca dai 30 ai 40 euro. Ebbene, da sabato 1º ottobre l'utente - anche se ha prenotato prima la visita - pagherà 105 euro. I 5 euro in più andranno tutti sulla quota Asl, che quindi passa a 19 euro circa. Si tenga conto che questi calcoli sono inevitabilmente grossolani, perché le prestazioni e le tariffe sono diverse tra loro. Medici perplessi. Anche i dottori, che già ritenevano non adeguati i compensi per la libera professione, non fanno salti di gioia. Con questo rincaro, le tariffe si alzeranno e come detto, in tempi così difficili la domanda rischia di calare, a vantaggio della sanità privata. Non a caso, mentre le nuove regole sui ticket sono già in vigore da settimane, gli aumenti sulla libera professione sono fermi da giorni per l'opposizione aperta dei medici. Altro paio di maniche è la questione dell'organizzazione. L'Asl 12 con la sua struttura sta facendo capriole da mesi per ridurre i disagi agli utenti. Ma i numeri con cui ci si confronta sono notevoli. Basti pensare che il Centro prenotazioni per la libera professione registra 30mila prestazioni all'anno. E ora saranno loro a fare i conti con una nuova rivoluzione.
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